Michael Schumacher migliora, ma il recupero è lontano 2-3 anni

Michael Schumacher (Getty Images)
Michael Schumacher (Getty Images)

Giungono buone notizie per quanto riguarda le condizioni di salute di Michael Schumacher. L’ex pilota di Formula1 sta migliorando, compatibilmente con quella che è la gravità del suo stato. A dichiararlo è stata Sabrine Kehm, portavoce della famiglia, alla vigilia dell’anniversario della tragedia che ha coinvolto il tedesco in un incidente avvenuto su una pista di sci a Mèribel in Francia. Intanto lo sponsor non lo mollano.

Schumi si trova nella sua villa in Svizzera sul Lago di Lemano dove sta continuando a lottare per sopravvivere. Con investimento da 12 milioni di euro tale abitazione è diventata praticamente una clinica, dotata di una equipe medica altamente specializzata e composta da neurologi, fisioterapisti e logopedisti. All’interno sono stati portati macchinari all’avanguardia per stimolare i movimenti neuro-muscolari e un robot che cerca di far camminare l’ex campione., che al momento comunica solo con gli occhi.

 

Michael Schumacher: quando potrà guarire?

Sono in molti a chiedersi se e quanto l’ex pilota di Benetton, Ferrari e Mercedes potrà tornare a condurre una vita sicuramente migliore di quella attuale. Jean Todt, presidente della FIA e suo amico storico, è molto ottimista ed ha rilasciato le seguenti dichiarazioni lanciandosi in previsioni molto positive: “E’ giovane, è forte. Ha tutto il tempo di recuperare, tornerà ad una vita normale”.

Jean François Payen, lo specialista di fiducia della famiglia, ha spiegato la situazione: “I suoi miglioramenti sono inequivocabili anche se lenti. Prognosi? Tre anni, almeno”. Parole che gelano l’entusiasmo di apprendere che comunque Michael Schumacher migliora. Un triennio è lungo da attendere e privo di certezze.

Philippe Streiff, ex pilota di 60 anni che nel 1989 ha avuto un incidente automobilistico e che successivamente è rimasto in sedia a rotelle, ha fatto sapere che “Schumacher è paralizzato, non parla, ha problemi di memoria, comunica soltanto con gli occhi” e pertanto la situazione è delicata a al punto che definire i tempi di recupero ora non è semplice.

Il biografo di Michael Schumacher, Luc Demenjoz, in occasione in occasione della ristampa del suo libro dedicato al sette volte campione del mondo, ha rivelato al sito de L’Illustré di avere notizie riservate non molto incoraggianti: “Stando agli specialisti che ho consultato, con un trauma del genere occorre aspettare almeno due anni. Al termine dei quali si può sia migliorare sia peggiorare”.