Kawasape: ecco come nasce la fusione tra un’Ape e una Kawasaki

Kawasape (foto dal web)
Kawasape (foto dal web)

Negli anni ’90 Valentino Moi seguiva l’attività zootecnica della famiglia ed utilizzava un’Ape Piaggio 400 per lavorare e cominciò allora a pensare di elaborarla per renderla più potente e veloce. Decise dunque di togliere il cassone, di elaborare gli attacchi giusti per un motore Kawasaki KLR 650 monocilindrico e di fare in modo che il mezzo potesse andare anche su due ruote.

E’ nata così la Kawasape. Una fusione tra un’Ape Piaggio e una Kawasaki 650. Fu presentata ufficialmente per la prima volta ad Atzara, nella manifestazione “Motori di notte” dedicata a kart e prototipi. Fu un successo e nei paesini vicino a quelli di Valentino Moi cominciarono a richiederla per esibizioni a feste e fiere. L’inventore, proprietario e meccanico del mezzo con il tempo si è specializzato nell’effettuare diverse acrobazie, anche a ritmo di musica rendendo le sue esibizioni molto divertenti.

 

Le innovazioni della Kawasape

E’ riuscito man mano anche a guidare fuori dall’abitacolo ed ha spiegato una grande novità che ha introdotto: “Creai una sorta di cambio automatico: con il motorino elettrico del tergicristallo e l’interruttore del finestrino si può azionare la leva del cambio anche dall’esterno, toccando con il solo pollice”. Le sue parole sono state riprese da Repubblica.it.

Le componenti provenienti dal mondo delle moto sono aumentate quando ha deciso di sostituire la forcella originale con una della Gilera Sp02 per avere più corsa nelle sospensioni e più affidabilità. Venne poi introdotta sulla Kawasape anche la retromarcia aggiungendo una scatola costruita con ferro e ingranaggi presi da diversi motori, così da poter essere modificati e combinati secondo il numero di giri necessari. Il motorino di avviamento utilizzato era quello di una Kawasaki 660 della stessa serie.

Tutti i materiali utilizzati provengono dal recupero, basti pensare anche al radiatore appartenente ad un trattore Landini o alla ventola della FIAT 126.

La Kawasape è in grado di effettuare grandi impennate grazie ad un alettone estraibile a seconda delle evenienze che risulta abbastanza pesante e che mette alla prova l’usura delle sospensioni e dei braccetti. Valentino Moi, alla luce anche di questa problematica, ha annunciato la volontà di creare un nuovo modello di Kawasape ribadendo che quello già realizzato per lui è invedibile: “Si arriva ad oltre 4 quintali di peso, troppo anche per le gomme che necessitano di un continuo ricambio. Ne costruirò una più leggera… e anche se me l’hanno chiesto in tanti questa non la venderò: ci ho messo 10 anni per elaborarla al meglio, le devo molto”.