MotoGP, Tito Rabat: “Vorrei la stessa motivazione di Valentino Rossi”

Il campione del mondo di Moto2 Tito Rabat si è allenato per anni e anni con i fratelli Marquez, e sa bene perché il maggiore dei due (Marc), campione del mondo in carica della MotoGP, può essere un avversario così insidioso. Non che l’altro (Alex) sia da meno, avendo conquistato sempre quest’anno il titolo iridato nella categoria Moto3.

Prima della stagione 2014, però, nessuno dei tre catalani del team “Ruefa” si aspettava la vittoria simultanea nelle tre classi del Motomondiale. Una “sorpresa” che carica di nuove speranze il Motomondiale 2015 ormai alle porte, Valentino Rossi permettendo…

Tito Rabat (Getty Images)
Tito Rabat (Getty Images)

La lezione di Marc Marquez e il ruolo del Dottore

“La vittoria di Marc era molto probabile – spiega Rabat in un’intervista ai colleghi di Speedweek.com – , ma nessuno poteva aspettarsi la conquista dei tre titoli… I miei risultati sono stati piuttosto costanti, mentre Alex ha avuto più problemi in Moto3… Ma alla fine è comunque riuscito a vincere”.

Rabat è il primo a riconoscere in Marc Marquez il suo maestro di questi ultimi anni. “Ho imparato molto da lui, suo fratello e gli altri – dichiara – . Mi ha aiutato a superare il mio limite personale… Si pensa sempre di saper guidare al meglio, ma poi arriva la sconfitta. Così Ho cercato di mettermi al suo passo. E’ stata una tecnica di apprendimento dura, ma anche molto sana”.

Il pensiero va poi a Valentino Rossi, che nel 2014 ha macinato successi in pista e per la prossima stagione non esclude di poter conquistare il decimo titolo mondiale. E’ stato Marc Marquez a dargli la motivazione? “Non credo proprio – risponde Rabat con un sorriso – , perché nessuno finora è stato in grado di imporsi Marc – né Rossi, né altri. “Penso che quel compito sarebbe spettato a Lorenzo – aggiunge – . Lorenzo e Pedrosa hanno fallito quest’anno”.

La conclusione ha quasi il sapore di un ripensamento: “È vero che Vale ha fatto un passo avanti. Spero di avere anch’io a 35 anni la sua stessa motivazione…”.