MotoGP, Benoît Delépine: “Valentino Rossi è un mostro sacro”

Il regista, autore e interprete Benoît Delépine è un artista poliedrico e dai mille interessi – non ultimo il motociclismo sportivo. Agli addetti ai lavori era nota la sua passione per Fabio Quartararo, ma di recente ha dichiarato apertamente la sua ammirazione per il “nostro” Valentino Rossi.

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

Il ritratto di un grande campione

In una recente intervista ai colleghi di Sport Bikes, l’autore di Michael Kael, AaltraAvida e Mammuth ha tracciato una sorta di parallelo tra i due piloti, individuando come tratto comune la forte competitività e ambizione al successo. “Non è un facile essere compagno di squadra di Quartararo, così come non lo è mai stato nel caso di Valentino Rossi o di Marc Marquez all’inizio delle loro carriere – ha affermato – . E’ anche da questo che si riconoscono i grandi”.

“I grandi campioni – ha spiegato – fanno le scelte giuste al momento giusto”, ha spiegato, anche se “tutti i fuoriclasse come Valentino Rossi e Marc Marquez hanno avuto un inizio di carriera piuttosto ‘violento’. Non hanno aspettato anni e anni prima di affermarsi…”.

La competizione in sella alle due ruote ha giocato un ruolo anche nel suo primo film, Altra, e in Mammuth Gérard Depardieu corre su una Munch. Il binomio moto-cinema verrà riproposto in futuro? “Mi piacerebbe fare un documentario sul motociclismo sportivo – risponde Delépine – , perché è qualcosa che ha segnato tutta la mia vita. Da quarant’anni è un aspetto importante della mia esistenza e avrei tanto voluto che un francese diventasse campione della 500 o della MotoGP. Mi piacerebbe parlarne in maniera appassionata, ma anche con un po’ di distacco…”.

In realtà, il progetto è già ben definito. “Ho in mente un documentario che ripercorre gli inizi di Fabio Quartararo in GP, ma per il momento non posso dire di più, non avendo ancora cercato tecnici e partner… Mi piacciono i documentari che si prendono il loro tempo”.

Ma soprattutto “mi piace molto Valentino Rossi, con il suo spirito libero e ironico. Ha conservato la sua passione, allenandosi con i giovani piloti nel suo Ranch. C’è in lui qualcosa di fresco, di gioioso, anche se è un grande pilota con un istinto di combattimento senza pari. Ha fatto bene a non passare alla F1, nonostante il duro periodo con la Ducati. E’ ancora e competitivo e può approfittare – perché no? – di una caduta di Marquez. Tanta è la sua grinta che il prossimo anno sarebbe anche in grado di diventare campione del mondo di Superbike sulla nuova R1. E’ un mostro sacro, la passione allo stato puro”.