MotoGP 2015: il “riscatto” della Ducati dopo Valentino Rossi

La prossima stagione della MotoGP vedrà impegnati cinque produttori con 25 moto ufficiali fornite da Honda (quattro Factory, quattro Open), Yamaha (quattro Factory, due Open), Ducati (quattro Factory, due Open), Suzuki (due Factory) e Aprilia (due Factory, una Open). Cosa si aspettano i manager dei team “storici” del motomondiale? Qual è il bilancio dei cambiamenti avviati nel 2014, e l’auspicio per le novità con cui dovranno fare i conti nel prossimo futuro? La parola ai diretti interessati…

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

Verso la nuova stagione

Un principio-chiave dei cambiamenti a livello regolamentare post-2011 è stato quello della riduzione dei costi. Livio Suppo, team manager della Repsol Honda, è piuttosto scettico al riguardo: “Credo che la Dorna stia facendo un buon lavoro – ha dichiarato ai colleghi di Crash.net – e aggiungerei anche la MSMA, perché insieme stiamo cercando di ridurre i costi. Non è facile”.

“Ogni volta si innesca una competizione tra i costruttori – ha spiegato Suppo – : riuscire a ridurre veramente i costi è una specie di ‘sogno’… Non credo che le nuove regole del 2016 serviranno a molto da questo punto di vista. Dobbiamo sempre distinguere tra costi di gestione e costi di ricerca e sviluppo, e ridurre questi ultimi a mio avviso è quasi impossibile…”.

Anche Paolo Ciabatti, direttore sportivo della Ducati Corse, ritiene che la Dorna abbia fatto un buon lavoro. “Il prossimo anno avremo due costruttori in più – spiega – e la KTM ha annunciato di voler correre nel 2017”. “Credo anche – ha aggiunto – che i costi siano sostenibili per i team satellite, almeno nel nostro caso”.

Ciabatti sposta quindi l’attenzione sulle novità che verranno introdotte a partire dal 2016. “Credo che il software ECU possa contribuire ad alleggerire il lavoro degli ingegneri elettronici. Perché in fin dei conti sappiamo che abbiamo a disposizione gli stessi mezzi dei nostri competitor. Così, credo che una volta approvato il software generale e le sue modalità di funzionamento, forse su quel fronte possiamo fare un passo indietro”.

Lin Jarvis, direttore dello Yamaha Racing, conferma dal canto suo che “in generale la Dorna sta facendo un buon lavoro”, osservando che “se facciamo un confronto con la MotoGP di quattro anni fa, oggi – diversamente da allora – siamo al completo in termini di numero di moto e team impegnati nel campionato”.

E secondo Jarvis questo dimostra che “la Dorna è riuscita in qualche modo a gestire la situazione, vuoi con le regole, vuoi con il supporto finanziario. A mio parere il campionato oggi è in ottima salute e guardo al futuro con ottimismo”.

La questione degli sponsor

C’è però la spinosa questione degli sponsor. A detta di Jarvis, sono quelli non europei a offrire oggi le migliori opportunità. “Qualche anno abbiamo avuto difficoltà – dice al riguardo – , come molti altri team, a trovare un sostegno economico – sponsor e partner”. Ma oggi “c’è molto più interesse, almeno nel nostro caso”, soprattutto “dal Kazakhstan e dal Giappone”, grazie “alla popolarità internazionale di questo sport”.

Ciabatti a questo proposito ammette che, dopo il ritorno di Valentino Rossi alla Yamaha, la Casa bolognese ha perso molti sponsor, ma nel 2014 le prospettive sono diventate più rosee, allargandosi anche in questo caso allo scenario internazionale, in particolare in Asia e Sud America. “Dopo la partenza di Valentino abbiamo ovviamente affrontato una stagione difficile – confessa – . Ora la Ducati è tornata competitiva ed è più facile per noi convincere nuovi sponsor a salire a bordo”. “Non è facile – puntualizza – , ma è più facile rispetto a un anno fa”.