MotoGP, Giorgio Terruzzi: “Valentino Rossi? Uno diverso da tutti gli altri”

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

“Come tutti i grandi campioni, conta qualche critico irriducibile. Libertà di culto, del resto. Benone. Per quanto mi riguarda la questione non si pone. Sono grato a Valentino Rossi per quello che ci ha dato in termini di libidine motoristica, gioia da domenica, qualità della piega, della parola, dell’ironia. Spesso ho ricevuto, ricevo (riceverò dopo questo pezzo di sicuro) insulti e accuse di partigianeria. Beh, non so che farci”.

Esordisce con queste parole la lunga “confessione” di Giorgio Terruzzi, noto giornalista, dirigente sportivo e sceneggiatore italiano, dedicato al campione di Tavullia e ospitato sul sito della RedBull.

 

Il racconto di un mito

Terruzzi conosce bene Valentino avendone raccontato per anni le gesta di sportivo: da campione in erba e star assoluta della MotoGP. “Tratto Rossi diversamente dagli altri? Certamente – ammette – . Perché dagli altri è diverso, per fortuna, di un bel po’. Perché non dimentico di aver trascorso anni di sciambola giornalistica e sportiva grazie al suo fare. Non è questione di gusti, soltanto. E’ questione di realtà…”.

E il Dottore da questo punto di vista ha ben pochi rivali. “Credo che il suo segreto stia nella conservazione della propria adolescenza, una faccenda che resiste alle soglie del compleanno numero 36 – scrive Terruzzi – . Vale ha bisogno di quel lato lì, goliardico e ferocissimo; per qualche verso fanciullesco e giocoso, per continuare a fare ciò che fa, divertendosi, arrabbiandosi, scovando argomenti per odiare e cercare di battere. Marquez compreso, che pure ha un talento smisurato, abbinato ad alcuni tratti gradevoli persino per Rossi“.

Nel lungo racconto non manca un curioso aneddoto che dice tutto dello spirito di un campione destinato a entrare nella Storia dello sport (e, probabilmente, non solo). “Tempo fa chiesi a Valentino perché continuasse a correre con la scritta ‘The Doctor’ cucita sul sedere con quei caratteri stile pongo, così infantili – annota il giornalista – . Accolse la domanda come se pronunciata in una lingua ignota. E la sua reazione fu rivelatrice di un modo di concepire la vita tutto suo. E’ una corsa, ancora, per ora. Poi, tra chissà quando, verrà una età adulta…”.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze, perché la “giocosità” del Dottore nasconde un carattere profondo, una forza d’animo e una risolutezza che deve tutto alla “regia” silenziosa di papà Graziano. “Valentino un lato riservatissimo, riflessivo, maturo l’ha sviluppato eccome – sottolinea Terruzzi – . Ma per ora, sta celato, conservato in un freezer interno da dove escono pepite solo ad uso privatissimo… Credo che nella sua formazione molto abbia contato l’atteggiamento di babbo Graziano. Un papà che ha rinunciato a manifestare autorità, liberando così quel figlio, autorizzato così a fare, a provare, a manifestarsi…”.

Un talento, quello di Valentino, che suscita in chi l’ha conosciuto da vicino un sentimento che trascende la semplice constatazione delle doti sportive. “Magari non dovrei dirlo, ma per questo biondino che fila e rischia, misuro ammirazione e gratitudine. Una cosa da babbo, pure io, forse per questione di anagrafe, certamente per aver visto da vicino, per anni, i riflessi dorati di un talento eccezionale. Da Rossi ho ricevuto molti regali. Credo che ciascuno di noi li abbia avuti…”.

In due parole: “Tanta roba”. E, da parte del cronista, “la sensazione, anzi, la certezza di aver messo via un patrimonio di storie da raccontare ai miei nipoti e anche qualche rimpianto certo, quando tutto questo finirà. Quando col Vale ci troveremo magari in un qualche Roxy Bar, come reduci di una intensa, bellissima avventura, a bere del whisky, come dice il suo amico Vasco”, conclude.