Moto2, Mattia Pasini si sfoga: “C’è troppo business e poca passione”

Mattia Pasini (Getty Images)
Mattia Pasini (Getty Images)

Mattia Pasini a 29 anni dopo 170 Gran Premi disputati, 10 vittorie ottenute, 26 podi e 11 pole position si ritrova senza una sistemazione per il 2015 dopo una stagione non certo esaltante in Moto2 con la la Speed Up SF13 del team NGM Mobile Racing.

In passato era un pilota che prometteva molto bene e ci si attendeva che potesse arrivare a buoni livelli, ma qualcosa è andato storto e così la sua crescita si è fermata. Nonostante ciò tutti gli appassionati italiani di motociclismo, oltre che lui stesso in prima persona, si augurano che possa presto trovare una squadra che gli dia fiducia.

 

Mattia Pasini spiega la sua situazione

Il pilota romagnolo ha fatto il punto della situazione in una sua recente intervista che è stata riportata da GpOne: “Sto cercando di trovare una sistemazione all’altezza. Gli ultimi tre anni sono stati difficili per diversi motivi e forse ne ho risentito anch’io. Non ho raggiunto gli obiettivi che mi era prefissato, a volte per sfortuna, altre per poca fiducia, per un motivo o per l’altro non mi sono piaciuto. Vorrei trovare un posto dove si pensa più alle corse e meno a ‘fare cinema’. Da parte mia, mi piacerebbe rimettermi in discussione”.

Mattia Pasini ha le idee ben chiare sul tipo di team nel quale vuole lavorare e sul contesto che si è creato nel mondo del motociclismo: “Vorrei trovare una squadra con un progetto serio alle spalle, non una che ti chiama solo perché deve chiudere il budget. Siamo arrivati al punto che, a volte, l’unico che non prende soldi in un team è il pilota. Non voglio criticare l’organizzatore, trovo che la Moto2 sia un bellissimo campionato, ma bisognerebbe ridefinire le priorità. Ora al pilota si chiede di fare il manager, il PR e anche l’imprenditore, perché deve trovare finanziamenti. Penso si dovrebbe andare avanti per i meriti e non per i soldi”.

Questa è la spiegazione che si dà per gli avvenuti cambiamenti: “Le nuove squadre hanno un approccio diverso, sono rimaste poche quelle che corrono per passione, perché amano le gare. Oramai sembrano delle aziende come tante. Anche la crisi economica ha influito, le sponsorizzazioni sono calate e il nostro mondo ne ha risentito. Per un pilota trovare sponsor è sempre più difficile”.

Per il futuro Mattia Pasini è comunque molto determinato: “Se qualcuno deciderà di credere in me, io sono pronto. Ho fatto abbastanza errori e ho l’esperienza per riuscire a imparare da loro. Non ho perso né un giorno di palestra né un allenamento in moto dalla fine stagione, anche se non dovessi trovare una sistemazione mi farò trovare pronto per ogni occasione”.