Bollo auto: pro e contro della proposta di abolizione

Abolizione del bollo per tre anni per le auto di nuova immatricolazione, cinque nel caso di veicoli alimentati a gas o ibridi, e innalzamento al 40% della deducibilità per i veicoli aziendali se in versione “green”. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del progetto di legge presentato da Daniele Capezzone (Forza Italia), approvato lo scorso 14 ottobre dalla commissione Finanze della Camera e rimandato indietro dall’Aula il 21 ottobre.

“L’abolizione del bollo auto – aveva dichiarato Capezzone – è un risarcimento per l’automobilista che in questi anni è stato torchiato in maniera incivile e che ha subito un’aggressione fiscale per l’avversione ideologica al trasporto privato e per la criminalizzazione delle auto di segmento alto”.

A noi di Tuttomotoriweb sembra però che a beneficiare del provvedimento saranno non tanto i 36 milioni di automobilisti – che difficilmente potranno permettersi di cambiare auto ogni tre anni – quanto le Case produttrici e loro reti di vendita, che continueranno così a “drogare” il mercato delle quattro ruote, alimentando una sorta di spirale perversa.

(Getty Images)
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Il rischio “boomerang”

Secondo Capezzone, la proposta “si finanzierebbe da sola con l’aumento del gettito Iva conseguente alle maggiori vendite e con un fondo di dotazione da 300 milioni e fino a un miliardo, a valere sulle agevolazioni concesse alle imprese”. Fermo restando che il testo deve ancora ottenere l’ok dalle commissioni Affari Costituzionali, Bilancio, Ambiente, Trasporti, Attività Produttive e della Commissione parlamentare per le questioni regionali e poi essere approvato dall’aula della Camera, prima di ripetere l’iter al Senato, ci si chiede se davvero l’incentivo sul bollo possa far aumentare le immatricolazioni, come l’Erario possa far fronte al calo degli introiti (stimato in circa 280 milioni all’anno), e cosa succederebbe dopo i tre anni.

“Più inquini e più pagherai – è la risposta fornita dalla bozza di legge -, visto che, una volta esaurito il bonus triennale, il bollo verrà calcolato non in base alla potenza, ma alle emissioni”.  Il problema è che già ora è prevista una tassazione crescente con la classe di omologazione (che equivale all’età della vettura), per cui la proposta rischia di penalizzare fortemente chi ha comprato un’auto completamente “a norma” solo pochi anni fa e non può permettersi un’auto nuova.

Non sarebbe assai più logico e conveniente, per rilanciare un settore ormai sempre più saturo, ridurre il peso fiscale sull’auto e sulla benzina e le vessazioni sugli utenti (burocrazia, multe, limiti alla circolazione, mancanza di parcheggi, ZTL…)?