MotoGP 2015: le novità in arrivo spiegate da Mike Webb

Dal nuovo regolamento unico del 2016 al ritorno della Michelin, fino al passaggio di Jack Miller alla classe regina: di tutto questo parla Mike Webb, Race Director del Campionato del mondo MotoGP, in un’intervista rilasciata ai colleghi di Crash.net durante il penultimo round della stagione a Sepang.

(Getty Images)
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Il nuovo regolamento unico

Dal 2016, com’è noto, tutte le moto schierate in griglia dovranno rispettare le stesse norme tecniche. “Questo è stato l’obiettivo degli ultimi anni, sin dal 2012 – spiega Webb – . Non vogliamo più classi ‘intermedie'”.

Quanto alla possibile distinzione tra ufficiali e privati, con alcune facilitazioni riservate a questi ultimi, come è stato per le Open di quest’anno (più benzina e gomme più morbide), Webb spiega: “L’ideale sarebbe un unico set solo di regole, e che vinca il migliore. Quello a cui puntiamo è fare in modo che i privati abbiano lo stesso materiale dei team ufficiali. Ma viviamo nel mondo reale, e sta di fatto che i team satellite hanno specifiche un po’ diverse”.

Difficile, in ogni caso, che un team privato come il team Gresini riesca a lottare per il titolo. “Sappiamo che i team ufficiali faranno un lavoro migliore con il materiale di gara settato in maniera più performante, al di là delle regole, ma vogliamo che tutti siano a un simile punto di partenza in termini di materiale”.

Secondo Webb, la nuova regolamentazione è una “via di mezzo” tra le Open e le Factory, “ma non è quello che abbiamo previsto per la Ducati”. “Questo perché la centralina ECU, hardware e software, sarà uguale per tutti dal 2016 – precisa – . Questa è l’unica cosa che la Ducati non ha al momento”.

La proposta finale per il 2016 non è ancora stata fatta, così come manca l’accordo tra la MSMA e la Dorna/IRTA: “Le trattative sono ancora in corso, le proposte sono state fatte e discusse. Penso che, per il limite di benzina e di motori, ci attesteremo ad un numero intermedio tra quelli Factory ed Open”.

“Quando abbiamo introdotto la classe Open – ricorda – , con la centralina ECU standard, sapevo che ci sarebbe stato parecchio scetticismo a riguardo. Ma con Honda, Yamaha e Ducati che hanno schierato alcune moto nella classe Open, con quell’elettronica, ora c’è più consapevolezza. Perciò penso che tutti possano correre senza problemi con la centralina in comune”.

Webb esclude comunque di portare elementi presi dalla Moto2 e dalla Moto3 nella classe regina, come l’assegnazione a random dei motori, ma ritiene che ci sia del lavoro da fare riguardo i prezzi delle moto satellite, nonostante “il prezzo attuale sia ragionevole”.

Il ritorno della Michelin…

Nel 2016 arriverà anche un nuovo fornitore di pneumatici: la Michelin, che aveva lasciato il Mondiale nel 2008, fornirà una scelta più ampia, che comprenderà anche una gomma intermedia, una lacuna importante nel range di gomme offerto dalla Bridgestone in questi anni: “Il loro obiettivo è fornire una scelta che possa andare bene per ogni condizione – spiega Webb -, perciò penso che tecnicamente questo significherà che ci saranno più gomme. E significa anche che, se avremo un weekend freddo, saremo in grado di affrontarlo meglio”.

…e l’arrivo di Jack Miller

Sul fronte dei piloti, una delle principali novità per il prossimo anno sarà il passaggio di Jack Miller dalla Moto3 alla MotoGP. A questo proposito, Webb ricorda che “naturalmente un pilota da GP di successo, a prescindere dalla categoria, dev’essere un atleta di altissimo livello. Non parlo solo di capacità agonistiche, ma anche di maturità e di rispetto”.

“La moto da Moto2 e Moto3 sono più facili da guidare – afferma – , hanno molta meno potenza e molto sono in grado di spingerle a velocità sostenute e cavarsela in pista… Con la MotoGP, invece, un errore può costare molto caro e la rosa di alternative è molto più limitata. Per questo ai piloti è richiesto un ben più alto grado di consapevolezza”.

Quanto a Miller, “è chiaramente un ottimo pilota in Moto3, e le sue capacità sono superiori a quelle della moto che guida, ma in MotoGP dovrà affrontare una sorta di apprendistato. Se avrà la pazienza e la maturità di gestire nel modo giusto questo cambiamento, diventerà un grande pilota di MotoGP”.