MotoGP 2015, Bradley Smith: “Voglio essere il migliore dei piloti satellite”

Bradley Smith ha concluso la stagione di MotoGP 2014 meglio di come l’avesse cominciata. Per il britannico si è trattato della seconda “campagna” a questo livello alla guida della Yamaha M1, in seno al non meno solido team Tech3 per il quale corre da ormai quattro anni. Il 2015 sarà dunque la sua quinta stagione, e Smith sta già lavorando per rimediare agli errori commessi nelle gare di quest’anno (che gli sono costati numerosissime cadute) puntando su tre obiettivi: salire sul podio e affermarsi al primo posto tra i piloti “satellite” e in testa alla “colonia” britannica, ossia davanti alle due Honda di Redding e Crutchlow.

Bradley Smith (Getty Images)
Bradley Smith (Getty Images)

 

La scommessa sulla moto di Jorge e Valentino

Bradley Smith si sente pronto a realizzare tutti i suoi propositi, soprattutto dopo i test di Valencia, nel corso dei quali ha avuto modo di provare la sua nuova Yamaha. “Quest’anno è stato incredibile ed è coinciso con la mia seconda stagione in MotoGP, e la quarta con il mio team – dice ai colleghi di GPInside.com – . Abbiamo già provato la nuova moto a Valencia, che è la macchina utilizzata tutto l’anno da Jorge e Valentino. C’era qualche differenza con la nostra. Il telaio è  nuovo, così come il forcellone, l’ammortizzatore posteriore, il serbatoio, la sella… C’era molto da scoprire, ma sono rimasto soddisfatto già dai primi giorni. Mi sono sentito più a mio agio sulla nuova moto rispetto a quella che ho utilizzato per tutta la stagione”.

Gli obiettivi per il 2015 sono chiari e ambiziosi. “Punteremo alla top 6 – spiega il britannico -. Voglio affermami come il migliore dei piloti satellite, davanti a Scott e Cal. Ottenere la vittoria è sicuramente un obiettivi al di fuori della nostra portata, ma riusciremo a salire qualche volta sul podio… Ci sono riuscito a Phillip Island e sarei felicissimo di replicare l’esperienza, tanto mi ha dato soddisfazione. L’obiettivo dei prossimi test a Sepang sarà di trovare una buona base di lavoro e fare più giri possibile. Voglio essere più regolare in gara, imparare e controllare bene l’usura degli pneumatici, e andare veloce con il serbatoio pieno. I margini sono così stretti in MotoGP che occorre essere in testa già entro i primi cinque giri. Non bisogna privilegiare nulla di particolare, ma al tempo stesso occorre prestare attenzione al minimo dettaglio”.

Un ruolino di marcia che si potrebbe applicare anche al suo compagno di squadra Pol Espargaro. A quanto pare, il prossimo anno in seno al team Tech 3 tornerà un sano spirito di competizione…