MotoGP, Marco Melandri: “Poca fiducia nella mia Aprilia, bisogna lavorare tanto”

Marco Melandri (getty images)
Marco Melandri (getty images)

Marco Melandri al termine del campionato Superbike 2014 ha deciso per la prossima stagione di tornare in MotoGP, sempre in sella all’Aprilia con la quale ha corso anche quest’anno. Il ravennate aveva lasciato la categoria regina nel 2010 per abbracciare l’avventura delle derivate di serie che però gli ha dato poche soddisfazioni dato che non è riuscito a vincere alcun titolo mondiale pur avendo avuto i mezzi per farlo.

La nuova sfida è molto complicata. Anche per l’Aprilia questo è un ritorno in versione ufficiale in MotoGP e serviranno tanto lavoro, tempo e pazienza prima prima di riuscire a raccogliere risultati positivi.

 

Marco Melandri non è soddisfatto dell’Aprilia

Il pilota italiano ha già avuto modo di provare la moto sia nei test a Valencia dopo l’ultima gara del Mondiale Moto GP e sia a di recente a Jerez, ma non è riuscito ancora a trovare con essa il giusto feeling ed i problemi da risolvere sono ancora molti. Per quanto concerne il motore, l’Aprilia ha optato per la distribuzione a valvole pneumatiche che dovrebbe essere un punto forte ma che ad ora non risulta esserlo. Marco Melandri su questo argomento si è così espresso ai microfoni di MCN: “Ho fatto solo dieci giri con il nuovo motore, poi è subentrato qualche problema. Siamo quindi tornati in pista con un motore standard, ma in realtà ho faticato molto lo stesso. Non mi sento sicuro sulla moto come lo ero in Superbike e dobbiamo capire il perché. Da un punto di vista telaistico la moto è diversa dalla Superbike, ma anche i cerchi e molte altre cose sono diversi. Ad ogni modo, c’è qualcosa che mi impedisce di avere la giusta fiducia”.

Non solo motore e telaio gli danno noia. Ci sono problematiche legate anche alla ciclistica e le ha spiegate come segue: “L’ingresso curva di solito è uno dei miei punti di forza, dove sono veloce, ma ora mi sento così rigido sulla moto. Avevamo alcune idee da provare nel nostro ultimo giorno di test a Jerez, ma purtroppo era bagnato. Per me è stato comunque un bene fare alcuni giri sul bagnato perché ho potuto constatare di avere gli stessi problemi che avevo riscontrato in condizioni di asciutto. Normalmente sul bagnato sono sempre andato abbastanza bene, ma in questo caso avevo una brutta sensazione. Penso che abbiamo iniziato a capire quello che non funziona per il mio stile di guida. Di sicuro abbiamo un sacco di lavoro da fare, ma questo lo sapevamo anche prima”.