F1, Sebastian Vettel: “Voglio essere il 10° campione nella storia della Ferrari”

Sebastian Vettel (Getty Images)
Sebastian Vettel (Getty Images)

Sebastian Vettel dopo aver deciso di lasciare la Red Bull si è completamente immerso nella sua nuova avventura alla Ferrari. In questi giorni passati tra Maranello e Fiorano il tedesco ha provato molte emozioni dato che approdare in rosso è sempre stato il suo sogno e ora lo ha realizzato.

Il quattro volte campione del mondo ovviamente non si accontenta di questo, ma vorrà fare di tutto per vincere e riportare in alto un team che non trionfa dal 2008, quando vinse l’ultimo Mondiale costruttori. Mentre l’ultimo a vincere la classifica piloti è stato Kimi Raikkonen, suo attuale compagno, nel 2007.

 

Sebastian Vettel vuole vincere in Ferrari

Il tedesco ha rilasciato alcune dichiarazioni al SonntagsBlick spiegando gli obiettivi che si sono dati lui e la Ferrari dopo aver già ammesso che tornare a vincere richiede tempo e che non vuole illudere i tifosi: “Non abbiamo stabilito alcun programma, dato che certe cose funzionano molto raramente in Formula 1. Dopo che mi è stato detto che, finora, sono stati nove i campioni del mondo con la Ferrari, voglio diventare il decimo!”.

Sebastian Vettel ha poi ripercorso il cammino che lo ha portato dalla Red Bull alla scuderia di Maranello: “La questione si è fatta concreta verso metà stagione. La firma? A settembre, non ricordo il giorno preciso. Ma i primi vaghi contatti ci furono già nel 2006. È di sicuro un sogno della mia infanzia che si realizza!”.

Il campionato 2014 per lui è stato avaro di soddisfazioni visto che ha accusato diverse problematiche di adattamento alla nuova vettura differentemente dall’ex compagno Daniel Ricciardo: “Non sono mai entrato nel giusto ritmo perché c’era sempre qualcosa che andava storto o si rompeva. Cosa c’è di più frustrante dell’accorgerti che non fai passi avanti? E che il tuo compagno di squadra invece può approfittare dei pochi difetti della Mercedes per ottenere tre vittorie?”

Infine un pensiero rivolto a Michael Schumacher con riferimento al discorso in suo onore che ha fatto di recente: “Ero sopraffatto. In macchina, in aereo o a letto, ci avevo pensato molto. Trovare le parole ha richiesto più tempo di quanto pensassi. Mi hanno offerto la possibilità di leggere dal gobbo, ma ho rifiutato. Siamo abituati ad essere costantemente intervistati e a parlare sui palchi di fronte a tanta gente. Ma è stato toccante tenere un discorso per il mio amico Michael, sapendo che in quel momento lui sta affrontando una dura battaglia e non è lì davanti a te per accettare il premio”.