MotoGP, Lin Jarvis: “Sul regolamento 2016 occorre un compromesso”

Lin Jarvis (Getty Images)
Lin Jarvis (Getty Images)

L’accordo definitivo sul regolamento tecnico unico per la MotoGP del 2016 è ormai alle porte.

Il “divario” all’interno della disciplina risale al 2012, quando fu formata la categoria dei “Claiming Rule Team”, nati come “riempitivo” degli schieramenti di partenza.

I CRT (essenzialmente delle Superbike modificate) hanno beneficiato di una serie di deroghe alle norme tecniche per ridurre il gap con i prototipi Factory ufficiali. Tali deroghe sono state confermate anche quando i CRT sono stati sostituiti con la più potente Open class, che oggi compete con due versioni della Factory class.

E’ un sistema oltremodo complicato, e proprio per questo a partire dal 2016 sarà obbligatorio adottare un’unica centralina ECU a controllo totale. La normativa unitaria, ancora oggetto di trattativa, sancisce di fatto un compromesso tra le tre classi attuali.

La posizione della Yamaha…

Il numero uno della Yamaha Racing Lin Jarvis conferma ai colleghi di Crash.net che che “è in corso un vivace dibattito all’interno della Msma [l’associazione dei costruttori] e della Dorna”.

“Di sicuro sono stati fatti passi avanti, ma probabilmente non si può ancora parlare di un accordo – aggiunge – . C’è una pluralità di opinioni e l’obiettivo è arrivare quanto prima una serie di regole condivise, anche se non pienamente soddisfacenti… Credo che occorra trovare un compromesso e giungere a una conclusione in tempi rapidi”.

…e quella di Honda e Ducati

Il team manager della Repsol Honda Livio Suppo è convinto che un accordo sulle regole del 2016 “non sia così lontano”, e il direttore sportivo della Ducati Corse Paolo Ciabatti sottolinea che le divergenze riguardano le correzioni alle norme esistenti, più che l’introduzione di nuovi standard.

Ciabatti fa inoltre notare che occorre ora tenere in considerazione il parere delle due “new entry” del 2015, Aprilia e Suzuki. “Ovviamente i nuovi arrivati avranno il diritto di dire la loro su quella che considerano la soluzione migliore per il futuro – conclude – . Credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che a partire dal 2016 debba esserci un’unica classe, e ora il dibattito verte più che altro sul numero di litri o di motori…”.