MotoGP, Graziano Rossi: “Ducati resta una ferita aperta per Valentino”

Graziano Rossi
Graziano Rossi (getty images)

Continua a far parlare in maniera positiva il secondo posto di Valentino Rossi nel Mondiale 2014 di MotoGP, ottenuto con costanza di rendimenti nonostante i suoi 35 anni di età e contro ogni pronostico. Ad inizio stagione erano in pochi a scommettere sul campione di Tavullia, per nove volte sul tetto del mondo nella sua lunga carriera nel Motomondiale.

Ma adesso sono in molti a sperare e credere nel decimo titolo iridato, a patto che la Yamaha sia in grado di allestire una M1 superiore alla Honda RC213V. Perchè forse solo in questo caso sarà possibile avere la meglio sul fenomeno Marc Marquez, quattro titoli iridati, di cui gli ultimi due nella classe regina. Una tabella di marcia da brividi che gli consentirà di iniziare il prossimo campionato in veste di campione da battere.

 

Valentino Rossi e il sogno ‘proibito’ in Formula 1

Fatto sta che Valentino Rossi finora non ha smesso di allenarsi e divertirsi, come nello scorso week-end, quando al Motor Ranch di Tavullia si è tenuta una maxi-gara di endurance: “Il riposo di Valentino è l’allenamento, quindi è un riposo fino ad un certo punto. Però è comunque divertimento. Sabato e domenica hanno corso una gara di endurance, una gara di due ore con 35-38 partecipanti, tra i quali alcuni piloti del Motomondiale. E Valentino è arrivato secondo per un pelo, dietro Bulega”, ha raccontato il papà Graziano Rossi in un’intervista rilasciata nel corso della trasmissione di Sportitalia, “SI Today”.

Il signor Graziano ha parlato anche del triste biennio 2011-2012 trascorso da Valentino Rossi in sella alla Ducati, prima di decidere di ritornare con la casa di Iwata… “Temo che quella ferita rimarrà aperta per tanto tempo”. Ma è pur vero che se non avesse mai provato avrebbe vissuto con il rimorso di non averci mai provato.

Infine Graziano Rossi confessa di aver in tutti i modi cercato di proiettare suo figlio verso i go-kart e la Formula 1… “Ci sono genitori e genitori, purtroppo (ride, ndr). Io sono stato un genitore terribilmente pericoloso per il figlio, perchè quando era bimbo ho cercato in tutti i modi di farlo diventare un pilota di automobili”. Ma alla fine ha prevalso la vera natura di Valentino Rossi…!