F1, Sebastian Vettel: “Non voglio illudere i tifosi della Ferrari, vincere richiede tempo”

Sebastian Vettel (Getty Images)
Sebastian Vettel (Getty Images)

Sebastian Vettel ha deciso di accettare la sfida di guidare una Ferrari che non è più al top nel Mondiale di Formula1 da qualche anno. Con Fernando Alonso c’è stata la possibilità di vincere due titoli ma è stato più per merito dello spagnolo, abile a rendere competitiva una vettura che non lo era tirando fuori da essa il 200% e andando oltre le sue reali potenzialità, che della scuderia di Maranello. Nel 2014 ha potuto mettere meno pezze che in passato e tutte le lacune della rossa sono venite fuori in maniera evidente.

Per l’ex Red Bull sarà difficile il compito di riportare in alto la Ferrari. Servirà tanto lavoro da parte di chi progetta la monoposto e di chi deve fornire costanti aggiornamenti migliorativi ad essa. In un’era nella quale i test sono limitati, il pilota va messo nelle condizioni adeguate per poter essere competitivo.

 

Sebastian Vettel non fa promesse

Il pilota tedesco nell’intervista concessa a Die Welt esprime la propria consapevolezza delle difficoltà che dovrà affrontare nel corso della sua missione per tornare ai vertici con la Ferrari: “Non possiamo pensare di competere alla pari con la Mercedes il prossimo anno. Sono consapevole di trovarmi di fronte a una sfida che richiede un po’ di tempo, visto l’enorme vantaggio di competitività delle frecce d’argento. L’obiettivo è dimostrare che sia io sia la Ferrari abbiamo fatto la scelta giusta”.

Sebastian Vettel parla chiaro anche nei confronti dei tifosi e non vuole in alcun modo illuderli: “Ci vorrà del tempo per tornare al top e non me la sento di alimentare le attese dei tifosi. Dovremo lavorare tanto. “Lo scopo è aiutare la Ferrari in questo periodo di transizione per farla tornare nelle posizioni che merita. Io darò tutto quello che ho per riuscirci”.

Diventare pilota della rossa è sempre stato un suo sogno fin da quando ha cominciato a correre da giovanissimo e ne spiega ancora una volta il motivo: “Da ragazzo Schumacher era il mio idolo e me lo ricordo sempre al volante della Ferrari”.