MotoGP Yamaha, Jorge Lorenzo: “Devo lavorare sui duelli corpo a corpo”

Jorge Lorenzo (getty images)
Jorge Lorenzo (getty images)

Il Mondiale 2014 MotoGP è senz’altro una stagione da dimenticare per Jorge Lorenzo, terzo nella classifica iridata alle spalle di Marc Marquez e Valentino Rossi. Il pilota spagnolo della Movistar Yamaha ha dovuto affrontare un pessimo inizio di campionato, con un ritiro nella prima tappa del GP del Qatar e il decimo piazzamento nella seconda gara ad Austin.

Dopo il GP del Sachsenring Jorge Lorenzo ha ritrovato il feeling con la moto, ma ormai era troppo tardi, Marc Marquez aveva già preso il volo e Valentino Rossi ha dimostrato un’incredibile costanza di podi. E questo dovrà servire da stimolo per il Motomondiale 2015!

 

Il pilota di Maiorca alla ricerca del limite

Terminato il Motomondiale 2014 a Jorge Lorenzo non resta che mettersi alle spalle il passato, allenarsi duramente in questo inverno e sperare in una Yamaha M1 all’altezza degli avversari Honda, magari imparando qualcosa dal suo compagno di squadra Valentino Rossi, soprattutto in fase di staccata e frenata e nei duelli corpo a corpo…

E in un’intervista riportata da bikesportnews.com il pilota di Maiorca ha ammesso: “Non sono il migliore “staccatore” rispetto ai miei avversari e nemmeno il migliore combattente nel corpo a corpo in pista, quindi devo lavorare su questo”. Questo non significa che all’epoca dei titoli iridati si sentiva più forte, ma solo che la concorrenza è diventata più agguerrita e bisogna alzare l’asticella del limite. E imparare dagli altri non è un peccato…

“Ovviamente sono un pilota migliore rispetto al 2008 o 2009, ma sto ancora imparando e credo di avere del margine – ha proseguito Jorge Lorenzo -. Ogni volta che si dispone di più conoscenza, più esperienza è più facile sapere cosa si deve fare o no. Ma anche se è davvero difficile mantenere tutte le proprie abilità devi essere concentrato per mantenere la tua motivazione, le tue capacità e migliorare i punti deboli. Il limite è sempre difficile da raggiungere. Io in realtà non so dove è il mio limite – ha confessato il pilota Yamaha -, ma credo di avere ancora un po’ di lavoro da fare per scoprirlo”.