Philippe Streiff, dichiarazioni shock su Michael Schumacher e Jules Bianchi

Michael Schumacher (getty images)
Michael Schumacher (getty images)

Michael Schumacher continua il periodo di riabilitazione nella sua villa svizzera, in seguito al terribile incidente sugli sci rimediato nel dicembre 2013. Da allora per l’ex pilota tedesco sette volte campione del mondo è iniziato un lungo travaglio, prima nell’ospedale di Grenoble dove ha subito un delicato intervento neochirurgico, seguito da un periodo più o meno lungo in coma farmacologico.

Successivamente è stato trasferito in una clinica privata a Losanna per iniziare un lungo periodo di riabilitazione, che attualmente prosegue nella sua abitazione a Gland, assistito quotidianamente da un’equipe di medici e da sua moglie Corinne, ogni giorno al suo fianco.

 

Le dichiarazioni shock di Streiff

Da tempo mancano comunicati ufficiali da parte della portavoce ufficiale Sabine Kehm, segno evidente che non ci sono grosse novità sulle condizioni di salute di Michael Schumacher. Ma in un’intervista rilasciata alla radio francese Europe 1, e riportata da molte testate giornalistiche, l’ex pilota di Formula 1 Philippe Streiff avrebbe ammesso: “Michael Schumacher è sulla sedia a rotelle, paralizzato, ha problemi di memoria e di parola”. E aggiunge: “Pare che Schumacher comunichi con gli occhi con la moglie e con l’addetta stampa”.

Ovviamente ci sono forti dubbi sulle dichiarazioni del sedicente amico di Michael Schumacher, tanto che poi espone il suo giudizio anche sullo stato di salute di Jules Bianchi, il pilota francese in coma da oltre un mese e in continua lotta tra la vita e la morte dopo l’incidente nel Gran Premio del Giappone, mentre era a bordo della sua Marussia. Su Jules si era recentemente espresso il patron della Marussia, ma anche in questo caso mancano comunicati ufficiali da tempo.

“Purtroppo le notizie non sono buone, Jules è ancora in terapia intensiva e non è idoneo al trasporto. E’ molto più grave, a mio parere, rispetto a Schumacher, per la dinamica dell’incidente. Temo che, se uscirà dal coma, sarà molto dura per lui e per la sua famiglia”. Dichiarazioni che sembrano alquanto azzardate e che forse non meritano neppure di essere smentite.