MotoGP Yamaha, Valentino Rossi: “Credo nel 10° titolo, siamo vicini a Marc Marquez”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (getty images)

Dopo un biennio da dimenticare in sella alla Ducati (2011-2012) ed una timida stagione in Yamaha (2013) Valentino Rossi è tornato ai grandi livelli di un tempo, in lotta per il podio in ogni Gran Premio, e per il 2015 prepara l’assalto al titolo iridato.

I nove titoli iridati non sono un semplice ricordo che incoronano la sua lunga carriera e adesso il titolo iridato non è un sogno impossibile. Ma per battere Marc Marquez servirà il duro lavoro della casa di Iwata che dovrà approntare una Yamaha M1 all’altezza della Honda ufficiale di Marc Marquez e Dani Pedrosa.

 

2014, una stagione da incorniciare per il campione di Tavullia

Dopo aver chiuso il Motomondiale con il titolo di vice campione iridato Valentino Rossi, in una lunga intervista diffusa sul sito EniRacing.com, ha tracciato un bilancio della stagione appena passata: “Sono molto contento della mia stagione. Il bilancio è sicuramente positivo, soprattutto per l’importanza che aveva per me: era la stagione chiave, dovevo decidere il mio futuro. Lo scorso anno non ero molto contento del mio piazzamento a fine stagione – ha precisato il pesarese – più di una volta mi sono messo seriamente in discussione perché dovevo decidere se continuare o no”.

Ritornare in sella alla Yamaha non è stato abbastanza per tornare costantemente sul podio e allora il pilota di Tavullia ha dovuto cambiare stile di guida, intensificare gli allenamenti in pista e in palestra e sostituire lo storico capotecnico Jeremy Burgess con Silvano Galbusera: “Il mio target è sempre stato quello di arrivare davanti e lottare per il podio ma lo scorso anno non sempre è stato possibile. Alla fine di questo 2014 invece sono contento perché è successo ciò che volevo. Ho fatto cambiamenti importanti e anche molto difficili a inizio stagione, hanno funzionato e ora sono felice”.

Peccato che l’inizio del campionato sia stato tutto in salita per Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, a causa di una moto meno prestante rispetto alla Honda RC213V. Ma verso metà stagione Yamaha ha in parte recuperato il gap e dato filo da torcere alle Honda, anche se ormai era troppo tardi, dal momento che Marc Marquez aveva collezionato dieci vittorie consecutive.

“Sarebbe stato bello iniziare la stagione con il potenziale attuale. Ma va bene così! Ciò che importa è che siamo cresciuti e che ora la moto è competitiva – ha aggiunto il pesarese -. Anche i test a Valencia sono stati positivi ed è interessante, ora, pensare alla prossima stagione!”.

 

 Il decimo titolo iridato non è più utopia

Eppure fino all’anno scorso in molti davano il campione di Tavullia per spacciato, ma gara dopo gara ha spazzato via le dubbiose voci e ridato gioia ai suoi tantissimi tifosi, grazie anche all’ottimo lavoro ai box e sul piano individuale. Valentino Rossi con i suoi 35 anni di età si è dovuto mettere in discussione e fronteggiare un’agguerrita concorrenza composta da giovani piloti affamati di vittorie.

“Secondo me il segreto sta nel capire se vuoi ancora fare parte del gioco. Devi dimenticare tutte le vittorie che sei riuscito ad ottenere in passato, devi avere grande umiltà ed essere consapevole che più vai avanti e più devi lavorare – ha detto Valentino Rossi -. Se invece ti siedi sugli allori e pensi ai nove mondiali e alle gare vinte, oppure che il tuo modo di guidare vada bene così, beh, tanto vale rimanere a casa! Lo sport, gli avversari, le gomme e le moto cambiano e tu non puoi stare fermo a guardare. Devi metterti in testa di lavorare sempre di più e sempre più forte”.

Ma qual è il segreto della sua ‘rinascita’?Secondo me le motivazioni sono molto importanti, direi fondamentali. La domanda che ci si deve porre è ‘perché si corre?’, io corro perché mi piace, perché provo un grande gusto quando lo faccio. Mi piace mettere a posto la moto e mi piace guidarla in pista. Questo significa che le motivazioni sono ancora altissime – ha concluso Valentino Rossi -, anche dopo tanti anni”. E il decimo titolo iridato non è più un’utopia… “Io ci credo, l’ho sempre detto. Dopo quest’anno, ci credo ancora di più. Perché siamo lì, siamo vicini”.