RC Auto: la mini-riforma del Governo Renzi delude le aspettative

Rc Auto
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L’avvento del Governo Renzi inizialmente aveva lasciato sperare in un’autentica rivoluzione per il settore RC Auto, ma ancora una volta sembra di essere davanti a piccoli e quasi inutili cambiamenti, soprattutto per gli automobilisti del Sud Italia, costretti a pagare tariffe di gran lunga superiore ai connazionali del Nord. Ma andiamo a vedere nel dettaglio le proposte del governo Renzi.

 

Assicurazione auto e moto, la tariffa unica nazionale scartata a priori?

Tra le ‘novità’ della mini riforma RC auto e moto c’è la possibilità (facoltativa e non obbligatoria), da parte delle compagnie assicurative, di procedere con un’ispezione preventiva del veicolo del cliente e proporre uno sconto sulla polizza.

Inoltre le imprese potranno offrire l’installazione dell’ormai famosa scatola nera a proprio carico, anche per i veicoli a due ruote, con l’obbligo di ridurre il premio in misura minima prefissata e di accettare i risultati delle registrazioni come prova in giudizio in caso di incidente. Una soluzione che fino ad oggi ha portato a sconti davvero minimi e inconsistenti.

Un’altra novità della riforma RC Auto sarà la possibilità per le compagnie di proporre ai clienti il divieto di cessione del diritto di risarcimento: in tal modo anzichè il risarcimento pecuniario si procederà, in caso di sinistro, con la riparazione del veicolo. Non è più allo studio del Parlamento l’obbligo di proporre clausole contrattuali per l’automobilista che prevedano prestazioni di servizi medici e sanitari e che comportino un abbassamento del premio.

Ma dov’è finita la proposta di una tariffa unica nazionale applicabile ai cittadini di ogni regione italiana che non abbiano commesso infrazioni negli ultimi 5 anni? La proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da alcuni deputati del Pd campano (Leonardo Impegno e Valeria Valente), è stata bocciata dall’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) che ha respinto categoricamente la proposta. Ciò ha spinto il Governo Renzi ad abbandonare la strada della vera rivoluzione per la RC Auto, che avrebbe garantito maggiori tutele agli automobilisti virtuosi e avrebbe convinto molti ‘furbetti’ a desistere dalle truffe sugli incidenti.