MotoGP, Marco Melandri: “Cambiare stile di guida non è facile, ma mi adatterò”

Marco Melandri (Getty Images)
Marco Melandri (Getty Images)

Marco Melandri aveva abbandonato il Mondiale Moto GP nel 2010 per approdare in quello Superbike dove non è però riuscito a vincere il titolo nonostante abbia guidato moto molto competitive. Dopo il disimpegno della Aprilia, con cui aveva corso nell’ultima stagione, nella Sbk (dove correrà solo con un team non ufficiale), il pilota ha deciso di fare ritorno in Moto GP sempre con la casa di Noale che gli ha affidato lo sviluppo del nuovo prototipo.

Per l’italiano sarà una stagione sicuramente complicata. I podi e le vittorie delle ultime stagioni saranno solo un ricordo almeno per il 2015. Ci sarà tanto da lavorare per rendere la moto competitiva, ma lui farà del proprio meglio. Sicuramente il fatto di lavorare nella squadra guidata da Fausto Gresini, che lui già conosce dai tempi della Honda, sarà un vantaggio.

Nei primi test di Valencia il centauro di Ravenna è andato piuttosto piano anche rispetto al compagno Alvaro Baustista, ma si trattava dei primi approcci con una categoria che ha lasciato diversi anni fa e con una moto completamente diversa da quelle guidate finora.

 

Le prime impressioni di Marco Melandri

Marco Melandri non è chiaramente soddisfatto dopo i giri percorsi a Valencia nella tre giorni di test e dopo l’ultima sessione ha rilasciato alcune dichiarazioni che sono state riportate da GpOne.com: “E’ stata una giornata difficile, ma me l’aspettavo. Riadattarsi alle gomme e allo stile di guida che richiedono non sarà facile. È tutto nuovo, anche la ciclistica è molto diversa, a partire dalla distribuzione dei pesi, da quella della SBK. Sarebbe servito almeno un giorno in più per avere le ultime conferme, ma ne avremo tre a Jerez a fine novembre”.

L’adattamento alle gomme Bridgestone di primo impatto sembra ancora difficile ed il pilota spiega la situazione dimostrando di sapere dove dover intervenire: “Soprattutto l’anteriore è diverso da come lo ricordavo, mentre il posteriore l’ho trovato più ‘normale’. Venendo dalle Pirelli le sensazioni sono molto differenti, quelle dopo una certa inclinazioni ti mollano mentre con queste devi cambiare il tuo stile. So di non piegare come dovrei, infatti mi mancano 4 o 5 gradi di inclinazione rispetto a Bautista”.

Per guidare questa Aprilia serve cambiare stile di guida e Marco Melandri ne è consapevole nonostante le difficoltà che ciò comporta per un pilota che ha comunque 32 anni ed è abituato in una certa maniera: “Questa moto, rispetto alla SBK, è già diversa in questo senso ed è la strada da seguire. Anche per quanto riguarda la posizione di sella e serbatoio ho bisogno di alcune modifiche, considerata la mia altezza. Soprattutto devo cambiare il modo di guidare e dopo vent’anni non è facile. Bisogna rivedere i propri limiti, perché le gomme lo richiedono”.

Infine gli ultimi commenti sono relativi al motore utilizzato: “Non abbiamo usato quello con distribuzione a valvole pneumatiche perché abbiamo riscontrato dei problemi non risolvibili sul momento. Non mi sembra comunque male”.