MotoGP, Jack Miller: “Rossi è un dio, è il mio eroe”

Il vicecampione di Moto3 Jack Miller si prepara al passaggio alla MotoGP da una Valencia sommersa da una pioggia torrenziale. L’australiano – come il suo noto noto connazionale Casey Stoner – debutterà con il team LCR Honda per il debutto in MotoGP, e sotto la supervisione dello stesso capo tecnico, Christian Gabarrini. Ad appena tre giorni dal finale rocambolesco della Moto3, la delusione per il titolo mancato sembra ormai un lontano ricordo, e la giovane promessa non nasconde il suo entusiasmo e le sue speranze per la nuova avventura che sta per intraprendere.

Jack Miller (Getty Images)
Jack Miller (Getty Images)

La nuova avventura nella classe regina

Jack Miller trasuda energia e voglia di vincere da tutti i pori. “Mi ritengo un privilegiato, faccio quello che amo per lavoro – spiega ai colleghi di GPOne.com -. E poi devo sfruttare il più possibile il tempo in pista per imparare i segreti di questa moto. Non c’è modo migliore di allenarsi, non ti puoi preparare usando altre moto… le moto stradali sono morbide mentre le MotoGP sono rigidissime”.

Di certo le basi su cui lavorare sono buone e solide. “È stata una stagione incredibile, piena di momenti bellissimi ed alcuni brutti- racconta Miller -. Da 1 a 10, le darei un 12. Ho imparato molto, e senza la mia squadra non sarebbe stato possibile fare il salto di categoria. Nell’ultima gara ho dato tutto ciò che avevo… non potevo chiedere di più”.

E non è poco, in una disciplina sempre più competitiva e dove ogni sfida si gioca ormai ai massimi livelli: “Il livello è salito molto quest’anno – conferma l’australiano -. Quasi ogni record del circuito è stato infranto. C’è sempre stato un folto gruppo di piloti al vertice, con molti piloti veloci, e ognuno ha fatto i suoi errori. Io ho pagato caro quello di Assen, oltre al contatto con Marquez ad Aragon“. “Qui puoi essere il boss della moto, ma può cambiare tutto molto in fretta, ed è lei a comandare te”, dice poi riferendosi al passaggio alla MotoGP.

Il giovane pilota non nasconde di considerare Casey Stoner una sorta di mentore. “Il suo metodo di lavoro è ottimo – dice -, e ha un’intesa particolare con gli australiani. Non c’è una barriera linguistica, e non potrei pensare a una persona migliore per tenermi calmo e insegnarmi i segreti. Mi spinge a guidare la moto da solo, senza controlli elettronici, e lottare con lei. È difficile all’inizio, ma sono sicuro che l’impegno darà i suoi frutti”. Ma – tiene a precisarlo – “non ho parlato con lui, è in Australia e io non ci vado da tempo”.

Il vero modello di riferimento, però, non può che essere il Dottore. “Rossi è un dio, è il mio eroe – afferma Miller -. Fa cose incredibili in sella, e sta ancora imparando alla sua età. Credo che sia più veloce oggi che mai nella sua carriera”. “Essere una leggenda e continuare a imparare è impressionante”, conclude.