MotoGP 2014, Guido Meda: “Valentino Rossi straordinario. Ora tocca agli ingegneri Yamaha”

Guido Meda e Valentino Rossi (getty images)
Guido Meda e Valentino Rossi (getty images)

Il Mondiale MotoGP 2014 si è concluso con la vittoria schiacciante di Marc Marquez e il secondo posto di Valentino Rossi, autore di una delle stagioni più esaltanti in carriera. A fare una lucida analisi del campionato appena terminato è il celebre giornalista e telecronista Guido Meda sulle pagine di Mediaset Sport, con le “pagelle” di fine anno, tra promossi, bocciati e rimandati al 2015.

Tra i piloti promossi a pieni voti c’è sicuramente Marc Marquez, il fenomeno spagnolo che ha già collezionato diversi e importanti record che lo proiettano tra le leggende della MotoGP. “I record battuti facendo fronte ad una concorrenza iperqualificata fanno il paio con lo stile e la nuova tecnica di guida che ha portato al motociclismo, prendendo un po’ qua e un po’ là da Rossi, da Stoner, da Pedrosa e da Lorenzo. Quando è forte la sensazione che la natura gli abbia dato di suo un po’ del meglio di ognuno di loro. Illuminato”.

 

Valentino Rossi super, ora serve il lavoro degli ingegneri Yamaha

A Valentino Rossi è mancata la vittoria iridata, ma la sua stagione 2014 in MotoGP è da incorniciare. Nonostante i suoi 35 anni d’età e uno stile di guida nuovo è stato sempre in scia ai big, riuscendo spesso a ostacolare le volate ‘pindariche’ della Honda di Marc Marquez. Ma per stare davanti serve un grosso passo in avanti dei tecnici della casa di Iwata.

 

“Ha riconquistato la Yamaha che se l’era ripreso con un po’ di sufficienza, accogliendo un pilota con la coda tra le gambe e dubbioso di riuscire a scrollarsi di dosso i due anni Ducati – ha commentato Guido Meda -. Si è reimpossessato di un metodo di lavoro all’altezza del compito, ha avuto il coraggio di slegarsi da Burgess imbarcando Galbusera mentre in molti gli davano del bollito, del folle e dell’ingrato. Ha ridotto Lorenzo da padrone di casa ad ospite timido. E’ tornato velocissimo, concreto e sorprendente”.

Valentino Rossi ha stupito tifosi, avversari e i vertici Yamaha, “con 13 podi, due vittorie e una pole ci ha offerto una delle migliori stagioni della sua carriera, avendo Marquez e solo Marquez sempre nel mirino. A 35 anni non è facile e per quell’età il Motomondiale nella sua storia non ha esempi di vitalità pari livello. Straordinario”.

Nella seconda parte del Mondiale MotoGP 2014 la Yamaha M1 è cresciuta, come dimostrano i nove podi consecutivi di Jorge Lorenzo e il secondo posto in classifica iridata di Valentino Rossi, capace di tenere dietro anche la Honda ufficiale di Dani Pedrosa. “La costanza di Rossi e il miglioramento di Lorenzo nella seconda parte della stagione ci dicono che la Yamaha sia una gran moto, almeno al pari di Honda, con qualcosa in meno nel cervello – ha proseguito Guido Meda -. Galbusera e Forcada a farla funzionare sono due garanzie. Ma le curve a spigolo di Marquez con la M1 non le abbbiamo viste fare a nessuno anche se la strada per vincere pare sia proprio quella. Sotto ingegneri, sotto!”.