Rca: in arrivo nuovi rincari?

Se il governo non procederà alle riforme necessarie per ridurre gli oneri in capo alle compagnie assicurative, gli automobilisti dovranno far fronte a nuovi, ulteriori aumenti dell’Rca. E’ questo il succo del discorso tenuto dal presidente dell’Ania (l’Associazione delle Compagnie) Aldo Minucci all’ultimo Annual assicurativo del Sole 24 Ore.

“Le rilevazioni dell’Ania – ha dichiarato Minucci – indicano che l’utile netto delle Compagnie, nei primi sei mesi del 2014, si è attestato a 3,8 mld e si confronta con i 3,1 miliardi del 2013″. Ma subito dopo ha aggiunto che “il ciclo dell’auto sta invertendo il suo trend e se non interverranno quelle riforme strutturali in grado di contenere i costi dei sinistri, così come sollecitato da tempo dal settore assicurativo, è già prevedibile che il ramo della RCA tornerà ad accumulare perdite creando con ciò le condizioni per nuovi incrementi tariffari”.

 

(Getty Images)
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Le richieste delle assicurazioni e i rischi per gli automobilisti

Le Assicurazioni (che, vale la pena di ricordarlo, macinano profitti per circa due miliardi di euro all’anno nel ramo Rca) chiedono in particolare da otto anni il varo, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto che introduce le nuove tabelle sulla valutazione delle lesioni gravi.

Secondo l’Ania, le tabelle aggiornate danno certezze sull’entità dei risarcimenti assicurativi (oggi soggetti alla discrezionalità dei tribunali) e consentirebbero di ridurre di circa il 3% gli importi delle polizze, senza perciò compromettere il primato dell’Italia in ambito Ue sul livello complessivo degli indennizzi.

Il fronte del “no” alle nuove tabelle, tuttavia, denuncia il rischio di gravissime sperequazioni sotto il profilo della retroattività del provvedimento e giudica “antidemocratico” il provvedimento in questione, perché si porrebbe in netto contrasto con la volontà già espressa dal Parlamento con il voto del 26 ottobre 2011 e con le indicazioni della Cassazione (sentenza 12408 del 7 giugno 2011).

Secondo l’associazione Vittime della strada, in particolare, se l'”improvvido decreto” sarà approvato, per  “un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (…) il risarcimento sarà di 222.000 euro, quindi più che dimezzato, costringendo la Vittima ad affrontare un lungo e incerto contenzioso per ottenere forse un maggiore importo”.

Sulla stessa linea il Cupsit (Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali, di Stefano Mannacio), che da anni protesta da anni affinché si anteponga il diritto alla salute e il suo integrale risarcimento all’utile di bilancio delle Compagnie assicuratrici, e lamenta il fatto che nella tabella proposta il valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità è del tutto inadeguato a risarcire equamente il danno.

Le indiscrezioni delle ultime ore parlano inoltre di un nuovo disegno legge RCA che conterrebbe l’obbligo di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime, e prevedrebbe la facoltà per l’impresa di avvalersi del risarcimento in forma specifica per i danni ai veicoli come procedura di liquidazione sostitutiva del risarcimento pecuniario. Anche in questo caso le voci di protesta non si sono fatte attendere: secondo Federcarrozzieri, in particolare, le compagnie starebbero perseguendo l’obiettivo di costituire reti di carrozzieri fiduciari ai quali impongono costi orari e sconti insostenibili, se non ricorrendo a metodi riparativi che prevedono l’uso di materiali di qualità scadente e ricambi non originali. La battaglia è aperta…