MotoGP, Valentino Rossi: “Lasciare la Yamaha per la Ducati fu un errore”

Lasciare la Yamaha per la Ducati nel 2011, quando il costruttore decise di mettere il Campione di MotoGP per antonomasia sullo stesso piano del suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, fu un “errore”. A dichiararlo è lo stesso Valentino Rossi, che in un’intervista ai colleghi di Crash.net torna – con la maturità e il senno di poi – sull’antica rivalità con il pilota maiorchino e sulle ragioni che lo spinsero a passare alla Casa bolognese alla fine della stagione 2010, per poi tornare alla Yamaha due anni dopo…

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Getty Images)

Valentino Rossi, la Yamaha e il perché di una scelta sbagliata

“Forse nel 2010 sbagliai a lasciare la Yamaha – dichiara il Dottore -, perché volevo essere il numero uno e quando arrivò Jorge gli fu riservato il mio stesso trattamento”. “Questo non mi andava giù – spiega -. Ma fu un errore”.

Ironia della sorte, dopo le vittorie messe a segno da Lorenzo nella stagione 2010 e 2012, la strategia della parità di trattamento ha avvantaggiato lo stesso Rossi: “Sì – conferma il Pesarese -, per me è un piccolo vantaggio. Perché Jorge è rimasto con la Yamaha ed è diventato campione del mondo, ma quando sono tornato ho ricevuto il suo stesso trattamento. La Yamaha adora vederci gareggiare. E ha cercato di sostenerci al 100 per cento”.

 

La versione di Jorge Lorenzo

Lorenzo, dal canto suo, è altrettanto grato alla Casa dei tre Diapason: “La Yamaha mi ha sempre trattato bene – ha confermato a Crash.net -, sin dal mio arrivo nel team nel 2008. Mi ha garantito il massimo sostegno dentro e fuori la pista… Il primo anno avevo le gomme Michelin, quindi c’era una differenza con Valentino. Ma dal 2009 ho ricevuto il suo stesso trattamento… Forse prima appena un dettaglio della moto era diverso, ma al 99,9% eravamo sullo stesso piano”.

“La Yamaha ha sempre ascoltato i suoi piloti – ha aggiunto Lorenzo -, e non solo quelli ufficiali. Dà ascolto anche ai piloti Tech3 per migliorare la moto. Io sono convinto che trattino tutti i loro piloti allo stesso modo”.