Libretto di circolazione: l’aggiornamento farà scattare il Redditometro?

Libretto di circolazioneNegli ultimi giorni si è fatto un gran parlare del nuovo obbligo di aggiornamento del libretto di circolazione, qualora l’utilizzatore del veicolo usufruisca di un veicolo non suo per un periodo superiore ai 30 giorni. In questo modo il Governo cercherà di evitare intestatari fittizi ed evitare false testimonianze in caso di incidente stradale.

 

La carta di circolazione sotto la lente del Fisco?

Ma secondo alcune attendibili indiscrezioni da parte degli esperti di legge e fisco l’obbligo di segnalazione alla Motorizzazione, con conseguente annotazione sulla carta di circolazione, potrebbe avere risvolti non solo amministrativi ma anche controlli fiscali finora non esplicitati.

Al momento non c’è stata nessuna conferma ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma secondo gli esperti tecnici i nuovi adempimenti sul libretto di circolazione potrebbero far scattare il redditometro a carico del possessore dell’automobile altrui.

Detto in parole povere: dal prossimo 3 novembre il Fisco potrebbe chiedere spiegazioni a quelle persone che hanno un veicolo altrui in comodato d’uso per oltre 30 giorni. Una lente d’ingrandimento che riguarderà solo i privati, dal momento che le aziende devono fare i conti con lo spesometro. Del resto l’Agenzia delle Entrate non ha l’obbligo di richiedere l’autorizzazione alla Motorizzazione per consultare l’archivio…

 

 

Redditometro e libretto di circolazione: cosa può succedere?

Ma come potrebbe avvenire il controllo? Facile da spiegarsi: l’Agenzia delle Entrate ha il potere di controllare tutte le banche dati pubbliche dei beni dei contribuenti, fra cui anche l’Archivio Nazionale Veicoli (ANV) in mano alla Motorizzazione, dove verrebbero segnalati anche i fruitori di veicoli altrui. In tal modo il cervellone fiscale potrà calcolare i vantaggi dell’uso di mezzi non propri con relative spese di benzina, assicurazione, bollo, manutenzione, ecc.

Come spiegato da ‘Il Sole 24 Ore’ “queste informazioni potranno essere trattate come le altre già contenute nell’Anv, rilevanti ai fini fiscali e acquisite per legge: quelle sulle nuove immatricolazioni e sui passaggi di proprietà di veicoli e rimorchi e sulle loro caratteristiche tecniche (prevalentemente potenza e cilindrata del motore)”.

Di conseguenza dopo l’aggiornamento del libretto di circolazione il Fisco “potrà presumere che egli abbia un reddito compatibile anche con la spesa per carburante, olio, ricambi e manutenzione, calcolata induttivamente in forza dei kiloWatt di potenza del motore e in rapporto alla quota e ai mesi di possesso del veicolo, secondo quanto previsto dall’allegato 1 al Dm Economia del 24 dicembre 2012 che ha fissato i parametri del redditometro”.