F1 Ferrari, Sergio Marchionne: “Dobbiamo dare calci nel sedere”

Sergio Marchionne (getty images)
Sergio Marchionne (getty images)

E’ tempo di rivoluzioni in casa Ferrari e, dopo l’addio di Luca di Montezemolo sostituito da Sergio Marchionne, e l’arrivo di Sebastian Vettel al posto di Fernando Alonso, ora è tempo di rimescolare le carte anche nel settore tecnici.

REPARTO TECNICO – Assicuratosi Riccardo Adami, ex ingegnere di pista di Sebastian Vettel ai tempi in cui correva con la Toro Rosso, ora la scuderia di Maranello ha messo gli occhi su un uomo Mercedes, Wolf Zimmerman, a supporto di Mattia Binotto, per riorganizzare il reparto che si dedica alla power unit della monoposto Ferrari.

Ma la rivoluzione ‘Rossa’ non finisce qui, perchè il team è pronto a scommettere, per la Gestione Sportiva, su Daniele Casanova, attualmente ingegnere della Lotus laureato al Politecnico di Milano e specializzato alla Cranfield University in Gran Bretagna e alla Delft University of Technology. Ma per garantire il miglior supporto tecnico al pluricampione del mondo Sebastian Vettel la Ferrari ha ingaggiato anche Kenny Handkammer, ex capo meccanico della Red Bull che alcune settimane fa ha abbandonato il team anglo austriaco per seguire il pilota tedesco nella sua nuova avventura con la Rossa.

 

CALCI NEL SEDERE – In una lunga intervista alla rivista inglese Autocar il nuovo presidente Sergio Marchionne si è detto pronto a spronare la squadra, costi quel che costi… “È l’ora che i nuovi responsabili diano calci nel sedere per riportare la Ferrari davanti in griglia… Dobbiamo dare un po’ di calci nel sedere e farlo in fretta – ha dichiarato Marchionne nell’intervista – ci vorrà quel che ci vorrà. Potremmo anche sbagliare ma del resto non abbiamo niente da perdere. È l’ora di correre dei rischi”.

 

LA SFORTUNA? – La voglia di riscatto è troppo grande e Ferrari non può più subire tale umiliazione: “Viene sempre ricordato che lo sport motoristico non è una scienza esatta, che diversi fattori influenzano le prestazioni. Poi sono andato a Monza – ha raccontato Sergio Marchionne – e ho visto che le prime 6 vetture non erano Ferrari o motorizzate Ferrari, la pressione del sangue mi è salita. Una Ferrari che non vince non è la Ferrari. Ci possono essere periodi sfortunati, ma la sfortuna non può diventare un elemento strutturale del marchio”.

 

 

Redazione