Incidente Jules Bianchi, il papà: “La situazione è disperata, ci vuole un miracolo”

Philippe Bianchi (getty images)
Philippe Bianchi (getty images)

Sono trascorsi dieci giorni dall’incidente drammatico di Jules Bianchi sul circuito di Suzuka e la sua situazione clinica resta invariata, in lotta tra la vita e la morte dopo essersi schiantato contro la gru che stava rimorchiando la Sauber di Adrian Sutil. Suo padre Philippe è giunto subito dall’Europa in Giappone, insieme alla famiglia, per stare vicino al suo giovane campione, ma buone notizie non ce ne sono…

 

“Lui è forte, vincerà il suo giro di qualifica più importante. Non molla, ne sono sicuro”, ha detto il papù di Jules in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. “La situazione è disperata. A ogni squillo di telefono sappiamo che può essere l’ospedale per dire che Jules è morto. Ma prima avevano detto che erano cruciali le prime 24 ore, poi sono diventate 72 e adesso siamo ancora qui, con Jules che lotta – ha spiegato Philippe -. Io lo vedo, ci credo, gli parlo, so che mi sente. I dottori ci hanno detto che già questo è un miracolo, che nessuno è mai sopravvissuto a un incidente così grave. Eppure Jules non si arrende”.

 

E il signor Bianchi ricorda la situazione più o meno similare di Michael Schumacher: “Sono stato male quando si è fatto male. E anche io come tutti mi chiedevo perché non ci dicessero le cose, come stava. Ma ora che è successo a me, capisco… Tutti mi chiedono come sta Jules, ma non posso dare una risposta, perché non c’è una risposta. È gravissimo, ma stabile – ha sottolineato Philippe Bianchi -. Un giorno sembra un po’ meglio, uno un po’ peggio. I medici non si pronunciano, il danno avuto nell’impatto è stato grande, ma non sanno come evolverà. Anche con Schumacher ci sono voluti mesi prima che uscisse dal coma, eppure ho letto che anche Jean Todt spera che possa avere una vita quasi normale. Ecco, un giorno spero di poter dire lo stesso”.

 

 

Redazione