Alcoltest: rifiutarsi di seguire gli agenti al Comando è reato?

Il conducente fermato perché sospetto di essere in stato di ebbrezza può rifiutarsi di seguire la pattuglia al commissariato più vicino per eseguire gli accertamenti con l’etilometro, adducendo come giustificazione “impegni urgenti”?

Il “caso” è già stato oggetto di numerosi procedimenti giudiziari, avviati da automobilisti che sono rimasti coinvolti in situazioni analoghe. Nel 2012, in particolare, la Cassazione aveva assolto un conducente che si era rifiutato di seguire gli agenti perché il comando si trovava a una “distanza notevole” – circa 30 km – dal punto in cui era stato fermato, e in considerazione del fatto che non si era verificato alcun incidente stradale.

Ad esclusione di questa ipotesi tuttavia, l’automobilista che rifiutasse di ottemperare alla richiesta della pattuglia di polizia andrebbe inevitabilmente incontro a un procedimento penale. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte con la sentenza n. 42320/14 del 10.10.2014. Secondo gli ermellini, infatti, il reato si configura o meno a seconda dei chilometri, ma in assenza di una legge che dia indicazioni precise al riguardo la valutazione dipende dalla “sensibilità” del singolo giudice.

In altre parole, se il comando si trova poco lontano dal luogo in cui è stato effettuato il blocco del conducente, il rifiuto da parte dell’automobilista di seguire gli agenti che non hanno con sé l’apparecchio dell’alcoltest si inquadra a tutti gli effetti come un reato.

Redazione

(Getty Images)
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