Bici contromano: il ministro Lupi dice “no”

(Getty Images)
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Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha confermato il “no” alle bici contromano – meglio noto come “controsenso ciclabile” – e sulle preferenziali, mettendo così fine a una diatriba che andava avanti dallo scorso agosto, quando la Camera dei Deputati ha accolto un emendamento al disegno legge di modifica del Codice della starda presentato da Scelta civica. Come in passato, dunque, non sarà possibile andare in bici contromano.

Dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) si era schierata con il fronte del “sì”, sostenendo che il “controsenso ciclabile” è già adottato con successo in moltissime città europee, non è pericoloso se correttamente regolamentato e, soprattutto, incentiva notevolmente l’utilizzo della bici all’interno dei centri urbani, con tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di viabilità e sostenibilità ambientale.

Sulla stessa linea le amministrazioni di alcune delle principali città italiane, a partire da Milano, Bologna e Torino, che in una lettera firmata dai tre assessori Andrea Colombo (Bologna), Pierfrancesco Maran (Milano) e Claudio Lubatti (Torino), che in una lettera avevano sostenuto come “il senso unico eccetto bici” e “l’apertura delle corsie dei mezzi pubblici alle biciclette” fossero “tutte azioni diffuse da tempo in quasi tutti i Paesi europei” che “hanno dimostrato con la pratica la propria efficacia sia per favorire l’aumento del numero di ciclisti, sia, cosa ancora più importante, per garantire la sicurezza di chi si sposta in bicicletta”.

“Ho ricevuto tante richieste da sindaci che vorrebbero concedere alle bici di circolare contromano – ha risposto il ministro Lupi -, ma io sono contrario: così non aiutiamo i ciclisti ma facciamo il loro male -. Io sono favorevole a tutelare le categorie deboli, bici e moto, ma esse non si agevolano in questo modo. Piuttosto si facciano piste ciclabili”. “Pensare poi che si valorizza il ciclista facendolo andare sulle corsie degli autobus – ha aggiunto – è sbagliato, così lo si mette in pericolo”.

Redazione