MotoGP, Valentino Rossi: “Oggi le moto sono troppo perfette”

(Valentino Rossi)
Valentino Rossi (Getty Images)
“La mia prima ‘grande occasione’? E’ stata sicuramente Welkom 2004. Lasciare una moto veloce come la Honda non era stata una decisione facile. Era una moto vincente. Allora le Yamaha non erano veloci come le moto dei competitor, ma ricordo che non stavo bene e avevo bisogno di un cambiamento”. Così Valentino Rossi in un’intervista esclusiva sull’ultimo numero del magazine di TW Steel, andato in stampa prima dell’inizio della stagione 2014.

“Yamaha ha creduto in me – ha spiegato il ‘Dottore’ – e ci siamo piaciuti fin da subito. L’idea di vincere la prima gara della stagione non ci era nemmeno passata per la testa, ma è successo. Fu un momento indimenticabile nella mia vita e nella mia carriera come pilota. Sì, quella fu davvero la mia ‘grande occasione’!”.

Il “”tempismo” – ha poi osservato Valentino è stato “cruciale” nella sua carriera, perché “riuscire a fare le cose al momento giusto è davvero fondamentale. Ci vuole fortuna, ma alcuni momenti sono irripetibili”.

“Adoro correre – ha sottolineato – e continuo a farlo anche quando sono a casa. E’ così che trascorro la maggior parte del mio tempo. Ovviamente, mi piace condividere la mia passione con gli amici. Credo che avere una pista privata a casa sia il sogno di ogni pilota. Io ho seguito l’intera fase di realizzazione della mia pista, e ne sono stato davvero contento. L’abbiamo costruita da zero…”.

Poi, spostando l’attenzione sul team Yamaha, ha osservato: “La determinazione è sicuramente un fattore molto importante, per me e per il team. Le cose non vanno sempre come uno vorrebbe, e perseguire un obiettivo con determinazione è cruciale”.

“Le moto da MotoGP – ha continuato – sono cambiate così tanto negli anni… Quelle di oggi sono molto più belle, e probabilmente è più facile portarle al limite. Oggi le moto hanno molte componenti elettroniche e sono più gentili, meno aggressive”.

E a tale proposito ha aggiunto: “Secondo me c’è troppa elettronica in MotoGP. Le moto sono troppo perfette e le corse, di conseguenza, sono probabilmente meno interessanti per gli spettatori. I dispositivi elettronici e di sicurezza sono fondamentali, ma direi che la metà di quelli che utilizziamo oggi sarebbe più che sufficiente”.

Infine, un accenno alla questione dello “stile”: “Il mio stile è sportivo – ha affermato il Dottore -. Sia in pista che fuori pista!. E mi piacciono gli orologi sportivi…”.

E al suo rapporto con i fan: “Per me sono molto importanti. Mi danno l’energia per dare a mia volta sempre di più, proprio come i miei amici! E’ sempre bello incontrare i miei fan in pista, vederli con la mia bandiera, il mio numero e i miei colori. Grazie a tutti!”.

Redazione