“Portavano clandestini in Germania”: in arresto decine di tassisti italiani

(Getty Images)
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Avevano portato in Germania a bordo di auto e pulmini centinaia di stranieri, creando un vero e proprio business intorno ai viaggi della speranza. Protagonisti del “giro” decine di autisti che, a partire da circa un anno fa, sono stati arrestati dalle forze dell’ordine tedesche con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il caso è emerso però solo nelle ultime settimane, dopo il fermo di un noleggiatore di Pianezze (Vicenza), 45 anni, mentre viaggiava con 10 profughi siriani.

Il “servizio” era veloce e senza troppi intoppi visto che, una volta prenotata la vettura a noleggio con conducente, nessuno è tenuto a controllare i documenti degli speranzosi clienti.

Proprio su questo punto si basa la difesa della categoria, come rimarca Pierpaolo Campagnolo, presidente della Cooperativa tassisti vicentini: “Non è obbligatorio sapere chi portiamo – spiega – molti dei profughi che si sono allontanati dalla città li abbiamo portati noi. Quando il cliente è presentabile e paga nessuna legge ci impone di chiedergli l’identità. Lo stesso vale per il noleggio con conducente”.

Il consolato italiano di Monaco di Baviera conferma che sono decine gli automobilisti italiani (la maggior parte veneti) fermati in Germania e ricordano la severità delle leggi tedesche in materia. Proprio qualche giorno fa, d’altra parte, il ministro dell’Interno bavarese Joachim Hermann ha duramente criticato il sistema italiano, sostenendo che “Roma non prende dati personali o impronte perché così gli stranieri possono chiedere asilo in un altro Paese”.

La vicenda ha assunto un rilievo nazionale, tanto che l’Anitrav, l’associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori, è intervenuta per tranquillizzare i parenti degli arrestati confermando di essere in stretto contatto con il consolato italiano della Baviera.

Redazione