(foto Twitter)
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Col ritorno dalle ferie, si impongono i doveri di “ordinaria amministrazione” anche per quanto riguarda i documenti relativi alla propria auto. La minima trasgressione, infatti, può comportare una serie di spiacevoli conseguenze, soprattutto in termini di multe salate. Ecco cosa fare per essere in regola con il pagamento di una delle tasse considerate piò odiose dagli automobilisti italiani: il bollo.

QUANDO – Il bollo è una tassa di possesso che va pagata ogni anno, entro la fine del mese successivo alla sua scadenza. Quest’ultima dipende dalla data di immatricolazione della vettura ed è bene che sia rispettata, visto che anche il minimo ritardo fa scattare sanzioni e (onerosi) interessi di mora, calcolati in base ai giorni di “sforamento”.

La sanzione, in particolare, è pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento viene effettuato entro 14 giorni dalla scadenza del termine utile per il pagamento, più gli interessi legali giornalieri (pari all’1% annuo). Superati 30 giorni dalla scadenza, invece, viene applicata una sanzione pari al 3% della tassa originaria, oltre agli interessi legali (della stessa entità). Nel caso in cui il versamento effettuato dopo il trentesimo giorno di ritardo, ma non oltre un anno, la sanzione sale al 3,75%, più interessi legali giornalieri sempre dell’1%. Trascorso un anno, invece, si applica una sanzione pari al 30% della tassa originaria, oltre agli interessi dovuti per ogni semestre di ritardo.

COME E DOVE – Per il pagamento del bollo auto ci si può rivolgere all’Automobile club d’Italia, alle Poste italiane, agli studi di consulenza automobilistica, oltre alle tabaccherie e alle ricevitorie del Lotto, agli istituti di credito e alle concessionarie della riscossione.

LA RICEVUTA – La ricevuta che attesa il pagamento del bollo va conservata per i 3 anni successivi alla data in cui è stato effettuato. A questo proposito è bene ricordare che se gli operatori delle agenzie di pratiche auto possono visualizzare i pagamenti effettuati sull’archivio regionale e recuperare le relative distinte, i tabaccai non possono accedere all’archivio dei versamenti, per cui è ancor più importante conservare la ricevuta.

Redazione