MotoGP, Casey Stoner: “Il lato subdolo di Valentino Rossi…”

Casey Stoner (Getty Images)
Casey Stoner (Getty Images)

 

 

A settembre sarà in vendita anche in Italia la biografia di Casey Stoner ‘Oltre ogni limite, edita da Mondadori, che già sta facendo parlare tanto di sè. Soprattutto per le pagine riguardanti il rapporto in pista con l’acerrimo rivale Valentino Rossi, di cui ‘Repubblica’ ha anticipato alcuni stralci.

Il due volte campione australiano ha ricordato con un certo rancore quel famoso Gran Premio di Laguna Seca del 2008, quando partiva in pole, mentre il Dottore era secondo in griglia. “La mia moto non era molto agile e avevo soltanto una traiettoria da seguire su quel tracciato, e lui fu così sveglio da accorgersene – ha raccontato Stoner -. Oggi l’ha capito fin troppo bene, ma quando ti trovi ad affrontare una curva su una Ducati non hai molte possibilità. Valentino sapeva che mettendosi davanti a me ogni volta che ne aveva l’occasione poteva rendermi molto difficile invertire le posizioni. Quando ero io a prendere il comando, la sua unica possibilità era contrattaccare immediatamente per impedirmi di prendere il largo”.

Ma le occasioni di attrito non si ferma a Laguna Seca… “Mi ero accorto di questo lato subdolo di Valentino già nel 2006 – ha proseguito Casey Stoner – quando sia in gara, sia durante le prove, aveva tentato qualche manovra di sorpasso che mi era parsa quantomeno azzardata. Fino a quel momento l’avevo sempre rispettato, ma quelle scelte mi resero sospettoso e mi portarono a dubitare della sua vera natura…  Noi piloti arriviamo a capire il linguaggio del corpo dei nostri avversari e impariamo che si può sorpassare qualcuno senza creare contatto, senza spingerlo sul cordolo, ma credo che Valentino non si curasse affatto della sicurezza altrui. Secondo me, era un tipo che voleva vincere a tutti i costi. Nel corso degli anni io e Valentino ci siamo misurati in parecchie battaglie epiche – ha aggiunto il due volte campione iridato della Top Class -, ma ci sono state occasioni in cui, probabilmente per invidia o disperazione, lui ha provato diverse tattiche poco corrette”.

 

Inutile nascondere che Stoner nutri ancora poca stima per il pesarese: “Desidero che le persone si rendano conto che io ho sempre nutrito grande stima per tutti i miei avversari, ma non per Valentino – ha precisato l’ex ducatista – poiché lui non ne mostrava affatto per me. Tutti avevano creato l’immagine di Valentino come genio del motociclismo. Lo ritenevano migliore di chiunque altro si fosse confrontato con lui in passato, e questo gli dava una grande sicurezza che via via cresceva trasformandosi in ulteriori successi. È soltanto la mia opinione – ha concluso – , ma sinceramente penso che se avesse passato momenti più duri, come quelli che abbiamo affrontato io, Dani, Jorge, Dovi e Simoncelli, non avrebbe goduto dello stesso successo così presto e di conseguenza non sarebbe diventato lo stesso Valentino Rossi che conosciamo”.

 

 

Redazione