Rc Auto: ecco cosa rischiano i “furbetti” che dichiarano il falso…

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Le bugie sull’Rc auto hanno le gambe molto corte. Chi nasconde (anche solo in parte) la verità alla compagnia di assicurazione per risparmiare sul premio della polizza, infatti, rischia la risoluzione del contratto.

Il prezzo da pagare semestralmente o annualmente, com’è noto, varia in funzione di una serie di elementi: dalla presenza della scatola nera sul mezzo, al chilometraggio annuo, alla professione (con buona pace delle norme europee) al sesso del titolare del mezzo. Ecco perché molti “furbetti”, al momento della stipula del contratto, sono pronti a dichiarare il falso pur di usufruire delle tariffe più convenienti, andando così incontro al rischio non solo di rimanere senza copertura assicurativa (e di non essere risarciti in caso di incidente), ma anche di perdere i soldi già versati.

La legge stabilisce che il cliente ha l’obbligo di avvisare l’assicurazione, sia prima che dopo la firmadel contratto, di qualsiasi cambiamento delle circostanze di fatto che possa aggravare il rischio (e, di conseguenza, incidere sull’importo del premio). In caso di inadempienza da parte dell’assicurato, la compagnia può recedere dal contratto con effetto immediato dandone comunicazione per iscritto, entro un mese da quando è venuta a conoscenza dell’aggravamento del rischio, se le informazioni omesse erano tali da precludere la stipula stessa della polizza. Nei casi in cui la “bugia” è servita solo a risparmiare, invece, il recesso ha effetto dopo 15 giorni.

La compagnia può comunque trattenere per sé i premi già versati dal cliente e, nei casi in cui si sia verificato un incidente prima del recesso, decidere non risarcire i danni se la posizione effettiva dell’assicurato non poteva essere coperta da assicurazione, o ridurre il risarcimento in proporzione al rapporto tra il premio originario e quello realmente dovuto.

Redazione