Revisione della patente di guida: quando, come e perché…

(Getty Images)
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La revisione della patente è un provvedimento cautelare volto a verificare il possesso, da parte del titolare del documento, dei requisiti psicofisici e attitudinali per la guida attraverso una serie di esami medici e/o di idoneità tecnico-pratica.

 

In base al Codice della strada, la revisione della patente è necessaria quando:
1. il guidatore causa un incidente con lesioni gravi o comunque viola una norma del Codice stesso che prevede la sanzione accessoria della sospensione del documento di guida;
2. il titolare di patente entra e resta in coma per più di 48 ore;
3. in occasione di accertamenti medico legali vengono rilevate patologie incompatibili con l’idoneità alla guida;
4. il titolare della patente perde tutti i “punti”;
5. il conducente commette un’infrazione che comporta la decurtazione di almeno 5 punti dalla patente e, nell’arco dei 12 mesi successivi, due ulteriori violazioni analoghe;
6. il titolare della patente guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, o è destinatario di misure amministrative conseguenti alla violazione delle norme sulla disciplina degli stupefacenti.

 

Inoltre, la revisione può essere disposta ogni volta che il comportamento dell’automobilista fa sorgere dubbi sui suoi requisiti psicofisici o di idoneità alla guida.

Una volta ricevuta la notifica (di norma dall’ufficio provinciale della Motorizzazione), il titolare della patente ha 30 giorni di tempo per sostenere l’esame revisione, durante i quali può continuare a guidare. Se non provvede alla revisione entro il termine previsto, tuttavia, la patente viene sospesa a tempo indeterminato.

 

 

Redazione