Moto rubate: la nuova rotta Italia-Ucraina

(Getty Images)
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Moltissime delle moto rubate in Italia vengono offerta a prezzi stracciati, e a pochissime ore dal furto, su siti di e-commerce ucraini – spesso con la targa originale italiana, tanto il rischio di essere “beccati” è trascurabile.

I portali www.motosale.com.ua e auto.ria.com ospitano decine e decine di annunci relativi a moto di ultimo modello in vendita “senza documenti”, a riprova del fatto che l’Ucraina oggi è il terminale di smercio di gran parte delle due ruote rubate in tutta Europa e poi acquistate e “ritargate” in quello e in altri paesi dell’Est extra-Ue. E su VK.com, una sorta di Facebook dei Paesi ex-sovietici, vengono postate tranquillamente foto di moto con targa italiana o opere d’arte realizzate attraverso dei “collage” di targhe molto probabilmente rubate.

I dati in possesso dei Carabinieri confermano che la rotta delle moto rubate passa generalmente dai Balcani: sottratte in piena notte, spesso vengono portate fuori dall’Ue via Ancona o Bari prima ancora che il legittimo proprietario sporga denuncia. E una volta uscite dal “Sistema Informativo Schengen” (Ue più Svizzera e Norvegia), che registra tutte le targhe e i numeri di telaio dei veicoli rubati, diventa praticamente impossibile rintracciarle e recuperarle (complice anche la guerra civile in corso nel paese).

In ogni caso, la prassi prevede che, qualora si riconosca la propria moto visitando uno dei siti “incriminati”, occorre innanzitutto avvertire l’Ufficio presso cui si è sporta la denuncia, chiedendo che l’Autorità Giudiziaria effettui una rogatoria internazionale. Ma la strada è tutta in salita…

In Ucraina, tra l’altro, basta presentare denuncia di smarrimento dei documenti della moto per ottenere, per l’equivalente di circa 500 euro, dei duplicati locali che rendono legale la circolazione al di fuori dell’Unione.

Redazione