Auto usate: il rischio della compravendita senza passaggio di proprietà

(Getty Images)
(Getty Images)

Il rivenditore che cede un’auto usata, com’è noto, ha l’obbligo di effettuare il passaggio di proprietà. E se nelle more del trasferimento il rivenditore stesso va fallito? Come deve contenersi il nuovo proprietario? E a chi spetta il pagamento del bollo auto?

Premesso che il rivenditore è in ogni caso inadempiente, perché sin dal momento della stipula del contratto ha il dovere di espletare la pratica del passaggio di proprietà, occorre innanzitutto verificare se il veicolo oggetto di compravendita è inserito nella “massa fallimentare” (di cui il concessionario non ha la facoltà di disporre).

Se il bene risulta ancora intestato al vecchio proprietario, il passaggio può essere effettuato in tempo reale presso uno Sportello telematico dell’automobilista, istituito all’ufficio provinciale Aci Pra, a quello della Motorizzazione o in un’agenzia di pratiche automobilistiche, se l’acquirente dispone dell’atto di vendita firmato dal precedente intestatario.

Il nuovo proprietario può rivalersi nei confronti del concessionario per via legale delle spese sostenute per il perfezionamento della pratica.

L’onere del bollo spetta invece a chi risulta proprietario nell’ultimo giorno utile per il pagamento dello stesso (a tale riguardo fa fede la data che risulta dall’atto di vendita con firma autenticata).

In conclusione, quando si acquista un veicolo usato è buona norma esigere dal concessionario la definizione del passaggio di proprietà in una giornata lavorativa. Ogni ulteriore ritardo è altamente “sospetto”…

Redazione