Incidenti stradali: c’è “concorso di colpa” fino a propria contraria

(Getty Images)
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Per ottenere il risarcimento dei danni in seguito a un incidente stradale è necessario dimostrare in sede di giudizio non solo la colpa della controparte, ma anche la conformità del proprio comportamento alle norme del codice della strada. Se non sussistono entrambe le prove, infatti, scatta automaticamente il cosiddetto “concorso di colpa”. In altre parole, la legge presume fino a prova contraria che le due parti abbiano concorso, in pari quota, a provocare il danno lamentato.

Il principio è stato confermato anche da una recente sentenza della Cassazione: quando è accertata in concreto la colpa di uno dei conducenti, ma non si può stabilire nulla in merito alla correttezza della condotta tenuta dall’altro, il giudice si rifà al criterio sussidiario della “responsabilità presunta di pari grado”. Prima di intentare una causa per un sinistro, dunque, è bene valutare concretamente, con un legale di fiducia, la solidità delle prove a proprio favore.

Redazione