Cassazione choc: la copia del pass disabili è “grossolana”? Non c’è truffa…

(foto Twitter)
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La contraffazione del pass per il parcheggio invalidi configura i reati di falso e truffa aggravata, ma solo se la copia è “grossolana”. A stabilirlo, con un decisione che sicuramente farà discutere, è stata la Corte di Cassazione.

Con la sentenza n. 28204 del 18 giugno 2014, depositata dalla seconda sezione penale il 1° luglio, infatti, gli ermellini hanno dato ragione al G.i.p. del Tribunale di Trani che nel novembre 2013 dichiarava il non luogo a procedere nei confronti di un’imputata in merito ai reati previsti dagli artt. 477, 482 e 640 del Codice di procedura civile – falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità materiale commessa da privato e truffa aggravata – perché “il fatto non costituiva reato”. La donna era accusata di aver contraffatto il pass per il parcheggio invalidi rilasciato alla madre senza pagare e di averlo esposto sul cruscotto della sua auto. Il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Bari si era opposto alla sentenza, ma la Cassazione ha reputato infondato il ricorso, perché la copia del contrassegno per invalidi è “facilmente riconoscibile”.

Secondo i giudici del Palazzaccio, in particolare, le tracce bianche del foglio di carta su cui era stato riprodotto il pass rendevano immediatamente riconoscibile la falsificazione del documento, e non a caso l’automobilista era stata multata subito dall’ausiliario della sosta…

Redazione