Truffe RC auto: l’Ania punta il dito contro il Sud

(foto Twitter)
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La truffe nel ramo Rc auto non accennano a diminuire, specialmente al Sud, con il conseguente caro-tariffe di cui fanno le spese tutti gli automobilisti italiani, a partire dai più “virtuosi”. Questo il grido d’allarme lanciato dai protagonisti del recente convegno Ania (l’associazione delle Compagnie assicuratrici), che ha confermato il trend di riduzione dei prezzi e della raccolta premi per l’anno in corso, registrando però un’inversione di tendenza sul fronte del numero dei sinistri, che potrebbero ulteriormente aumentare con la ripresa dell’economia e il conseguente maggior utilizzo dell’automobile.

L’Ania ha incaricato una società di consulenza di analizzare le cause del divario tra l’importo della Rc auto in Italia rispetto a Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Dallo studio è emerso che, nel periodo 2008-2012, il maggior prezzo medio delle polizze italiane – pari a 213 euro – è dovuto per ben 180 euro al più elevato costo dei sinistri e al livello della tassazione specifica.

Inoltre, i livelli economici dei risarcimenti dei danni alla persona incidono per oltre 100 euro sul maggior prezzo pagato in Italia. Danni che in moltissimi casi sono in odore di truffa, specialmente nelle regioni del Sud Italia, complici le peggiori condizioni economiche, la più diffusa presenza della criminalità organizzata e la minore efficacia dei controlli delle forze dell’ordine

Tre le possibili soluzione l’Ania segnala l’installazione della scatola nera, grazie alla quale il prezzo può scendere significativamente e avvicinarsi agli standard europei, la dematerializzazione del contrassegno e la messa a regime dei controlli a distanza per eliminare la piaga dell’evasione.

Redazione