Assodem: boom di auto “radiate” per eludere il fisco

(foto Twitter)
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Nel 2013 oltre 700mila vetture sono state “radiate” per esportazione. Non sempre, però, hanno effettivamente varcato i confini nazionali e trovato dimora in un altro paese. In molti casi le auto in questione – specialmente se “di lusso” – vengono reimmatricolate con targa estera per non pagare il superbollo, ostacolare la notifica delle multe prese in Italia e sfuggire al redditometro. Questi mezzi finiscono in una sorta di “limbo” che alimenta varie forme di illegalità, a partire dal mercato clandestino dei ricambi.

L’allarme arriva direttamente dall’Assodem, l’associazione di categoria degli autodemolitori, che denuncia un vero e proprio boom del fenomeno. In base all’articolo 103 del nuovo codice della strada, una vettura può essere “radiata” anche prima dell’effettivo trasferimento (con successiva immatricolazione) all’estero: da quel momento si interrompe l’obbligo del pagamento della tassa automobilistica e viene meno la tutela di eventuali terzi danneggiati dalla circolazione del mezzo, che non ha più un intestatario. Senza contare l’impatto ambientale: il 30-40% delle auto in questione, infatti, finisce per essere demolito all’estero – soprattutto in Nord Africa e nell’Europa dell’Est – senza rispettare alcuna normativa ambientale.  Per questo Assodem chiede che sia introdotto l’obbligo di far pervenire al Pubblico registro automobilistico (Pra) italiano la conferma di avvenuta reimmatricolazione del veicolo “radiato” nel paese di destinazione.

Redazione