Le Ferrari più costose del mondo: i tre sogni proibiti dei collezionisti (Guarda Foto)

Solo a sentirle nominare gli appassionati delle “rosse” di Casa Ferrari vanno in visibilio… Sono delle vere e proprie opere d’arte, frutto dell’estro geniale di Maranello, ormai quasi introvabili e in ogni caso alla portata solo di pochi eletti. Tra tutti i gioielli del Cavallino Rampante, ecco i tre “sogni proibiti” di ogni collezionista.

 

Ferrari 250 GTO

 

Ferrari 250 GTO (getty images)
Ferrari 250 GTO (getty images)

La 250 Gto è un concentrato di passione, bellezza e potenza. Impossibile non innamorarsene a prima vista. La linea fluida e slanciata del cofano, il “muso” basso e lungo, la coda fast-back e l’armonia dei volumi conferiscono a questo bolide un’immagine dinamica e aggressiva, ma al tempo stesso elegante e sensuale. La possanza del motore – un classico 12 cilindri di 3 litri da 300 cavalli, con una velocità massima di 290 km/h – fa il resto…

La vettura, progettata da Carlo Chiti e Giotto Bizzarrini, fu realizzata dal giovane Mauro Forghieri con risultati che parlano da sé. L’elenco di tutti i suoi successi in pista sarebbe troppo lungo: basti ricordare che nel palmares della Gto figurano tre allori iridati, messi a segno tra il 1962 e il 1964.

L’unica nota dolente è il prezzo: di recente un esemplare della specie è passato di mano per 52 milioni di dollari…

 

 

 

Ferrari 250 Testa Rossa

Ferrari 250 Testa Rossa (Getty Images)
Ferrari 250 Testa Rossa (Getty Images)

La 250 Testa Rossa è la fuoriclasse per eccellenza dei Mondiali Marche (nel suo palmares figurano ben tre titoli: 1958, 1960 e 1961). I suoi 800 kg di peso raggiungono velocità da capogiro grazie a un robusto 12 cilindri di origine Colombo perfezionato da Carlo Chiti, alimentato da 6 carburatori Weber e con una potenza di 300 Cv. Il suono di questa “rossa” – musica per le orecchie dei patiti del Cavallino Rampante – rilascia continue scariche di adrenalina…

L’evoluzione stilistica più importante è quella segnata dalla versione 1961, molto più attenta alle esigenza di aerodinamica. Il cofano posteriore – alto e massiccio – diventa piatto, con spoiler terminale e coda tronca. Il parabrezza avvolge l’intero abitacolo, con un raccordo laterale che “chiude” la parte superiore della carrozzeria. Il nuovo frontale presenta due prese d’aria a narici di naso. È proprio quest’ultima versione della Testa Rossa a chiudere in bellezza la sua carriera nei circuiti con la storica vittoria alla 24 Ore di Le Mans.

I rari esemplari ancora disponibili sono alla portata di pochi fortunati: di recente ne è stato venduto uno a oltre 29 milioni di euro.

 

 

 

Ferrari 330 P4

Ferrari 330 P4 (foto Twitter)
Ferrari 330 P4 (foto Twitter)

La Ferrari 330 P4 è talmente preziosa che risulta difficile persino stimarne il valore. Di certo è esclusivamente alla portata di una ristretta élite di sultani nababbi…

La meccanica di alta classe ne fa una vettura robusta e prestante, ma al tempo tesso scultorea e bilanciata. Il “muso” basso e affilato trasmette tutta la grinta del bolide, mentre la coda, avvolgente e compatta, esprime il suo slancio romantico… Anche il cofano, incernierato sul tetto, è un capolavoro di forza e carisma.

La Ferrari 330 P4 ha suggellato la tredicesima vittoria della Casa di Maranello al Trofeo Costruttori, grazie alla quale il Cavallino Ramante chiuse definitivamente il conto col gigante Ford. Forse per questo è entrata nel cuore degli appassionati più di qualsiasi altra vettura da corsa.

 

Redazione