Mark Webber, Red Bull Racing. Fonte: Imotocilanti.devil.it

F1 2011 – L’australiano della Red Bull è convinto che non si riuscirà a correre a Sakhir il prossimo 30 ottobre. Il Gran Premio di Abu Dhabi, che avrebbe dovuto essere la gara inaugurale della stagione e che era stato cancellato a causa di problemi di ordine pubblico nel Paese, è stato reintegrato ufficialmente dalla FIA, riunitasi ieri in Consiglio Mondiale.

Webber, però, attraverso il suo sito fa sapere che la sua opinione rimane immutata e che non si sente tranquillo a gareggiare neppure se con le rassicurazioni degli organizzatori e della Federazione stessa e afferma che lo sport dovrebbe porsi in una posizione imparziale nelle questioni riguardanti i diritti umani: “Bisognava essere più rigidi e prendere una decisione il prima possibile, invece di rimandare di settimana in settimana, con la speranza di reintegrare la corsa nel calendario di quest’anno”, scrive Webber, “Bisognava mandare un messaggio chiaro sulla posizione che la Formula 1 dovrebbe avere su questioni morali. Piaccia o no, tutti gli sport hanno una responsabilità sociale. Non è il momento adatto per correre nuovamente in Bahrain”.

Il pilota non crede, dunque, che si sia intrapresa la giusta via e aggiunge di temere che la presenza della Formula 1 nel Paese non possa far altro che aumentare le tensioni: “Non mi sento sereno nel sapere di dover prendere parte ad un evento che potrebbe causare maggiori tensioni a livello politico”.

Ma, si sa, la Formula 1 è molto più che uno sport: gli interessi economici, purtroppo, fanno passare in secondo piano tutte le altre questioni.

Alessia Anselmo