Fonte: Autosport.com

Dopo le dichiarazioni di Helmut Marko sul presunto spionaggio da parte della Ferrari, alla Red Bull si corre ai ripari e per il Gran Premio di Montecarlo è prevista una diversa procedura per i pit stop.

Chris Horner si è affrettato a chiarire che secondo lui la scuderia di Maranello ha utilizzato mezzi leciti, eppure non ha esitato a cambiare tattica: “Non credo alle coincidenze”, ha affemato il Team Principal, “questo weekend cercheremo di essere meno trasparenti”.

Il consulente della scuderia austro-inglese aveva infatti affermato alla tv tedesca che Mark Webber non era riuscito a liberarsi di Alonso a Barcellona perché la scuderia di Maranello ascoltava le conversazioni via radio tra il muretto e il pilota. “Per esserne certi, abbiamo provato con falsi messaggi, ai quali è seguita un’azione da parte loro”.

Sono parole forti, quelle di Marko, che getterebbero nel caos tutta la Formula 1 e non soltanto la Ferrari: dopo la Spy Story del 2007, la categoria regina delle corse automobilistiche non può permettersi un altro scandalo.

Alessia Anselmo