Nuova Jeep Grand Cherokee: prova su strada in anteprima, motore diesel Multijet made in Italy

NUOVA JEEP GRAND CHEROKEE – Una gamma più ampia per non deludere chi è già fedele al marchio e strappare clienti alla concorrenza. Questa la strategia di Jeep che, nel rinnovare i suoi modelli, propone la Grand Cherokee con un nuovo look, finiture più curate e importanti modifiche di sostanza per adattarla sempre di più ai gusti degli automobilisti europei.

Quindi, per la quarta generazione della Suv, al top della gamma Jeep, una nuova carrozzeria caratterizzata da linee fluide che rendono l’insieme meno squadrato, abitacolo rinnovato con plancia di inedito disegno e, soprattutto, allestimenti con maggior cura del dettaglio, ma anche tecnologia ed ecologia. E così, sotto l’imponente cofano della Grand Cherokee, pulsa anche un inedito V6 turbodiesel di 3 litri di origine italiana visto che è realizzato dalla VM Motori a Cento (Fe) e adotta un sistema Multijet di seconda generazione sviluppato da Fiat Powertrain. Secondo la Jeep, il nuovo propulsore eroga maggior potenza (+10%) e coppia (+8%) rispetto al precedente V6 e garantisce allo stesso tempo consumi più efficienti del 20% ed emissioni inquinanti ridotte del 28%.

Al di là di quello che dichiara la Casa, il salto qualitativo è del tutto evidente e non c’è bisogno di scomodare esperti per scoprirlo. La conferma? Basta girare la chiave di accensione, anche se per sentire un segno di “attività” del V6 a gasolio bisogna premere più volte sull’acceleratore. Decisamente potente (abbiamo provato la versione con 241 CV), con un’abbondante coppia di ben 550 Nm, consente prestazioni di tutto rispetto nonostante debba fare i conti con una massa di ben 2.430 chilogrammi. Insomma, questo V6 di 3 litri è un “motorone” diesel che fa finta di essere un benzina, che spinge forte in basso, allunga bene in alto e consente un notevole confort di marcia grazie all’apprezzabile funzionamento e alla notevole silenziosità a tutti i regimi.

Al moderno V6 turbodiesel è accoppiato un cambio automatico a cinque rapporti, con la disponibilità delle ridotte, che si distingue per gli inserimenti quasi impercettibili delle marce, che possono essere inserite anche manualmente, specie quando ci si vuole muovere con una certa agilità sul percorsi misti. Ed è in tali situazioni che emergono i limiti di questo automatico che accusa dei “vuoti di memoria” soprattutto nel passaggio da un rapporto all’altro. Peccato, perché su strada la Grand Cherokee mette in luce un comportamento sincero, tenuto sotto controllo da numerosi sistemi elettronici e dalle sospensioni pneumatiche regolabili, e una guidabilità da berlina (sterzo sufficientemente pronto e diretto) nonostante il notevole rollio nei rapidi cambi di direzione.

In vendita a giugno, la Jeep Grand Cherokee CRD 3.0 V6 turbodiesel Overland da noi provata costa 60.000 euro.

Fonte: Quattroruote.it

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