Formula1 2011: gomme Pirelli enigma del Circus. Per Vettel sono “pallottole di gomma pericolose per piloti e spettatori”

FORMULA1 2011 – Il Mondiale 2011 di Formula Uno si è aperto con la doppia vittoria di Sebastian Vettel, campione del mondo in carica, ma mai come quest’anno l’incognita pneumatici potrebbe condizionare i Gran premi a seguire. Infatti con l’introduzione degli pneumatici Pirelli il fattore gomme è di difficile gestione per la loro facilità di degrado, cosa che costringe i piloti del Circus a diversi pit-stop, spezzettando così il fluido e monotono andamento di gara. Unico neo sono quei ‘proiettili’ di gomma sparsi sulla pista e derivanti dall’usura delle gomme, di cui in molti già si lamentano. Questi detriti gommosi vengono sparati a velocità pazzesche, spesso finendo sui caschi dei driver con immaginabili rischi per l’incolumità degli stessi. Fatto denunciato a vuoto dalla scuderia Force India, poi confermato dal campione-sindacalista Sebastian Vettel: “È vero, è successo anche a me. Un pezzo di pneumatico mi ha preso proprio al centro della visiera. Sono come pallottole che vengono sparate dalla macchina che hai di fronte e che possono essere pericolose anche per il pubblico, specie nei circuiti cittadini, come a Singapore o a Monaco, quando questo è più vicino alla pista”. Un effetto collaterale su cui la Pirelli avrà da lavorare in vista del Gp di Montecarlo, dove il pubblico è molto vicino alla pista…

Ma le Pirelli Zero costringono, in un certo senso, ad adottare nuove strategie di gara che aumentano show e confusione nel pubblico e negli stessi addetti ai lavori, come mostrato da Jenson Button che ha guadagnato un meritatissimo secondo posto dopo aver guidato in modo da conservare quanto più a lungo l’efficienza degli pneumatici, come lui stesso rivela a fine Grand Prix: “Le nuove gomme rendono tutto piuttosto confuso, soprattutto nelle strategie. Penso che qui a Sepang per lungo tempo nessuno sia riuscito davvero a capire chi stesse in seconda posizione dietro a Vettel, ad esempio. E tutti quei pit stop non hanno aiutato”.

l.c.

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