MotoGp 2011: Ducati e Valentino Rossi risorgeranno al Gp del Portogallo?

MOTOGP 2011 – 1° maggio. Quel giorno vedremo il vero Valentino Rossi ducatista. La gara del Qatar, per sua stessa ammissione, «è stato il primo vero test dell’anno. Non avevo mai corso così a lungo sulla Desmosedici» . Vista così, la prova di Vale nel deserto assume un altro significato, più positivo di quanto dica il risultato, anonimo e non da Rossi: il settimo al momento è l’ultimo posto possibile nella serie A della MotoGp; oltre stanno piloti e moto non competitivi. Poiché Jerez fra due settimane è troppo vicino («Anche se è una pista che potrebbe favorirmi di più» , dice Rossi), il programma di rilancio nel box rosso prevede che il primo step consistente avvenga a Estoril, terza gara dell’anno a causa del rinvio del Gp del Giappone. Le aree di intervento sono due e la più importante è quella fisico-atletica. 

 «Ho sofferto gli stessi problemi che avevo con la Yamaha. Siccome le moto sono diversissime è chiaro che il problema sono io» . Dalla spalla, come un sasso nello stagno, i guai si riverberano su tutto il corpo: ti sforzi a compensare da una parte, poi da un’altra, alla fine ti fa male tutto e guidi contronatura. Per quanto più grave, questa è però anche l’area più semplice da affrontare: bisogna solo lavorare bene in palestra, aumentare la forza, soprattutto guadagnare in resistenza. «Sei mesi mi avevano detto, sei mesi saranno» . A Estoril saranno cinque e mezzo, ma il lungo stop dopo Jerez dovrà dare un’accelerata decisiva al recupero.

La seconda area naturalmente è la moto. La Desmosedici è lontana dall’essere domata. Rossi la sta ancora studiando e i guai fisici non favoriscono i tempi di apprendimento. I problemi maggiori restano il sottosterzo e la mancanza di grip sul posteriore. Nelle prime prove del giovedì— — il momento migliore del weekend, quando Rossi è stato quinto — si pensava che la questione maneggevolezza fosse stata risolta. Un’illusione. Rossi dopo la gara ha parlato della necessità di «parti nuove» ed è probabile che in Portogallo arriverà un telaio più flessibile. Basterà? Ci sarebbe poi una terza area, ma qui nulla possono né Valentino né lo staff di Borgo Panigale guidato da Filippo Preziosi: è la concorrenza. Secondo Rossi «la Honda ha spostato in alto l’asticella e fa un altro sport» , impraticabile dagli altri. Alla Honda preferiscono sottolineare il merito di Stoner e soci, mentre molti non-hondisti ridimensionano il peso del nuovo cambio inventato da Tokio per la RC212V, il cui plus restano piuttosto la semplicità e l’estrema varietà di alternative nel setting. Lorenzo secondo ha poi dimostrato che colpire l’Honda Power è possibile.

Fonte: Corriere.it

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