Sisma Giappone: produzione auto in crisi, chiusura stabilimenti in tutto il mondo

SISMA GIAPPONE – Dopo aver già subito, secondo una prima stima di IHS Global Insight, una perdita produttiva globale di circa 250.000 vetture, i costruttori giapponesi di automobili prolungano i tempi di chiusura. La Toyota estende lo stop fino al 22 marzo dei suoi impianti e di quelli delle sussidiarie. La Suzuki prolunga fino al 21 marzo la chiusura degli impianti di Kosai, Iwata, Toyokawa e Sagara. Nissan ha bloccato tutto fino a ieri negli impianti di Oppama, Tochigi, Nissan Shatai e Yokohama.

Ma siamo solo agli inizi. E se Nissan Motor farà ripartire oggi la produzione di componenti in sei dei suoi impianti in Giappone, dopo il devastante terremoto nel nordest del Paese che ha portato al blocco di tutte le operazioni a livello nazionale, l’impatto su tutta l’industria dell’auto sarà fortissimo. Il concetto lo aveva spiegato lo stesso Marchionne l’altro ieri a margine della presentazione al presidente della repubblica Giorgio Napolitano della nuova Lancia Thema: “E’ troppo presto per dirlo, ma potenzialmente l’impatto ci sarà – ha detto – la domanda è quanto durerà e non credo che durerà molto”.

“C’è troppa incertezza – ha aggiunto l’amministratore delegato del lingotto – ma l’impatto ci sarà anche a livello di industria automobilistica, l’impatto sui fornitori si vedrà, a catena. Per quanto ci riguarda stiamo analizzando la questione, la scorsa notte ne abbiamo parlato con i nostri negli Stati Uniti. Per il momento non vediamo impatti negativi ma è troppo presto, aspettiamo”, ha concluso.

Intanto Renault annuncia un taglio del 15-20% della produzione dei suoi impianti di Busan nella Corea del Sud, a causa delle interruzioni dei rifornimenti della componentistica dal Giappone. La Renault-Samsung Motors normalmente produce 20 mila auto al mese e la casa francese annuncia che subirà un taglio di circa 3 mila veicoli mensili.

Menttre Opel fermerà da oggi la produzione di auto presso lo stabilimento di Saragozza, in Spagna, a causa della mancanza di componenti provenienti dal Giappone. Saragozza aveva rallentato la produzione già nel turno di ieri, mentre lo stabilimento tedesco di Eisenach si fermerà per due turni oggi e domani. Nei due impianti, dove viene prodotto il modello ‘Corsa’, manca un componente elettronico che viene importato da un produttore giapponese. Analoghi problemi sta subendo la produzione della General Motors, costretta fermare la prossima settimana il suo stabilimento di Shreveport, in Louisiana.

Insomma, siamo solo agli inizi di una crisi prodottiva davvero globale.

Fonte: Repubblica

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