Prezzi carburante a livelli record: l’effetto Libia porta la benzina verde a 1,60 euro/l

PREZZI CARBURANTE – L´effetto Libia trascina verso nuovi record i prezzi dei carburanti e mantiene oltre quota 110 dollari le quotazioni del petrolio Brent. E nelle stesse ore la Cgil annuncia uno sciopero generale contro il governo «che sta affossando il nostro Paese», come ha spiegato ieri la leader della confederazione Susanna Camusso.

Secondo la consueta analisi di Quotidiano Energia, l´Eni tira la volata alle altre compagnie, alzando i listini di ben 2 centesimi al litro in un sol colpo e portando il costo del gasolio a 1,416 e quello della verde a quota 1,549 euro al litro, con punte di 1,6 in alcuni distributori del Sud Italia. Il pieno comincia ad avvicinarsi pericolosamente a quota 100 euro per un´auto media con 60 litri di serbatoio. L´unico modo per non sottomettersi alla dura legge degli aumenti, è quello di fare rifornimento in una delle pompe bianche presenti in Italia. I distributori “no logo”, o meglio, quelli con marchi non controllati dalle compagnie petrolifere più note, in media hanno prezzi molto più bassi. Infatti, un litro di verde presso uno di questi impianti costa 1,480 euro al litro, mentre il gasolio non arriva a 1,4 (1,392). Uno stacco che gli automobilisti possono verificare una volta fatto il pieno: quello con Eni (prezzo medio 1,549 euro per 60 litri) costa sui 93 euro, mentre quello dei no logo si mantiene sotto gli 89 euro.

La batosta-carburanti, secondo i consumatori avrà pesanti ricadute economiche sulle famiglie italiane: Federconsumatori e Adusbef hanno calcolato che la rivoluzione libica costerà 607 euro per nucleo familiare. Nei prossimi mesi, in seguito ad un effetto domino causato dai rincari alla pompa, andranno sotto pressione anche i prezzi dei prodotti alimentari e dei derivati del petrolio, il riscaldamento, il gas, la luce, i trasporti e dunque aumenterà l´inflazione. Da qui l´aggravio complessivo di 607 euro annui, a cui si aggiungono ben 126 euro dovuti ai costi indiretti in altri comparti dell´economia nel settore manifatturiero.

Ma i prezzi dei carburanti, stando alle previsioni dei gestori della Figisc-Confcommercio proseguiranno la loro corsa senza freni anche nei prossimi giorni. Nell´immediato è ipotizzabile «un ulteriore incremento tra 1,5 centesimi al litro per il gasolio e 2 per la benzina». Un quadro che allarma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli. Il governo, se la situazione dovesse peggiorare, sarebbe pronto a seguire l´esempio della Spagna dove, per diminuire i consumi di carburante, dal 7 marzo sarà ridotta la velocità dei veicoli sulle autostrade a 110 chilometri l´ora.

Fonte: Repubblica.it

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