Vettel l’erede di Schumacher √® gi√† uomo dei record

VETTEL EREDE DI SCHUMACHER – Non molto tempo fa il patron della F.1 Bernie Ecclestone lo aveva gi√† indicato come futuro re della sua creatura: “Il prossimo campione del mondo sar√† Sebastian Vettel“. Ma forse nemmeno Ecclestone pensava che Seb avrebbe fatto tanto in fretta. Dal 14 novembre 2010 il ragazzo √® diventato il pi√π giovane vincitore di un Mondiale. Era gi√† il pi√π giovane vincitore di un GP (Monza 2008), il pi√π giovane autore di una pole (Monza 2008), il pi√π giovane pilota a punti (Usa 2007). E in fondo non c’√® poi da stupirsi pi√π di tanto visto che la F.1 √® ormai il regno di una tecnologia sempre pi√π spinta, un habitat del tutto naturale per giovanotti che grazie a computer, consolle e simulatori conoscono le piste di tutto il Mondiale prima ancora di mettere i piedi dentro una monoposto.

L’UOMO DEI RECORD¬†‚Äî Sebastian √® un figlio del suo tempo, degno erede di un altro robot dell’automobilismo, quel Michael Schumacher il cui ritiro aveva gettato i tedeschi un po’ nel panico. Invece “morto un Papa” se n’√® fatto (quasi) subito un’altro, tedesco come il Papa vero. Velocissimo come Michael (che si √® voluto complimentare subito col giovane connazionale), determinato in egual misura. Non crediamo che il primato di sette titoli dell’ex ferrarista sia in pericolo, Schumi resta un esempio di longevit√† e furore agonistici difficilmente ripetibili. Ma, guardando l’anagrafe, non √® difficile puntare il dito su chi potrebbe tentare l’attacco a quello spaventoso record di vittorie. “Nervi saldi e classe da campione” l’omaggio del cancelliere tedesco Angela Merkel, evidentemente informatissima e soprattutto competente.

PREMIATO¬†DA SCHUMI¬†‚Äî Vettel √® nato a Heppenheim il 3 luglio 1987. Nato in una “famiglia da corsa” (il padre era coinvolto nelle gare in salita e kart), a 3 anni e mezzo riceve in regalo un minikart. A 5 l’ esordio in pista, a 8 (et√† minima) le prime corse. In 8 anni di kart coglie vittorie in serie e viene pure premiato da Schumi. Nel 2002 vince la selezione per la F.Bmw dove √® 2¬∞ all’ esordio nel 2003 e trionfa nel 2004 con 18 vittorie in 20 gare. Opzionato dalla Bmw, √® 5¬∞ nell’Euro F.3 2005, 2¬∞ l’ anno dopo. Tester Bmw in F.1 e pilota World Series Renault, esordisce in F.1 a Indy nel 2007 sostituendo Kubica. Poi passa alla Scuderia Toro Rosso. Un team dove cresce fino a vincere il suo primo GP, a Monza 2008, fino far sognare i ferraristi nell’ultima celebre gara di Interlagos: tiene dietro Hamilton nel concitato finale in cui per√≤ Massa perde il titolo.

L’ESPLOSIONE¬†‚Äî Poi il passaggio alla Red Bull e l’esplosione. Nel 2009 si arrende alla BrawnGP di Jenson Button ma si mette in evidenza con 4 vittorie e 4 pole position. √à secondo nel Mondiale e gi√† si parla di occasione perduta. Entra per√≤ nel club dei velocissimi, tutti sanno che nel lotto dei pi√π forti c’√® anche lui, il titolo √® solo una questione di tempo. Ci riesce nel 2010, l’anno pi√π complicato perch√© si ritrova circondato di rivali imbelviti, Webber in casa e altri due mastini fuori, Hamilton e Alonso. Sensazionale in qualifica (10 pole position) spreca per√≤ tanto in gara (5 le vittorie). Passa pure per l’inferno della sconfitta quando gli esplode il motore in Corea: era saldamente in testa e quei 25 punti gli avrebbero permesso due ultime gare pi√π agevoli. Si rialza come un grande pugile incassatore: vince di prepotenza in Brasile e negli Emirati Arabi. Ad Abu Dhabi anche con la complicit√† innegabile del muretto della Ferrari, un erroraccio che nel tempo, ci scommettiamo, diventer√† un ricordo sfumato. Non come l’inchiostro di tutti gli albi d’oro della F.1, da cui il suo nome non uscir√† mai pi√π.

Gazzetta.it



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